La questione degli striscioni al Maradona è al centro delle discussioni a Napoli, un tema che segue solo il calciomercato e l’attaccante che non arriverà. Si riaccende la frattura tra il tifo organizzato e Aurelio De Laurentiis, un rapporto storicamente difficile, come dimostrato dalle proteste durante l’anno del terzo scudetto, poi sedate da una tregua volta a tranquillizzare il ministero dell’Interno e il sindaco Gaetano Manfredi.
Il Napoli, nella giornata di ieri, ha richiesto e ottenuto l’apertura di un tavolo di confronto in Prefettura riguardo agli striscioni presenti allo stadio Maradona. Questo avviene in un contesto in cui la vicina Pozzuoli affronta l’emergenza degli sfollati a causa del bradisismo, sollevando interrogativi sull’umanità di tali priorità.
Secondo quanto riportato da Repubblica, il club azzurro desidera un look in stile Champions League per lo stadio. La proposta del club, come si legge sul quotidiano, regolamenta la presenza dei simboli della passione, soprattutto in curva. Il Napoli ha precisato di non volerli “abolire” per fare spazio agli sponsor, ma piuttosto di cercare una soluzione più ordinata per la loro esposizione, con l’obiettivo di garantire la massima visibilità agli spettatori.
I rapporti tra la società e il tifo organizzato sono ai minimi storici, come evidenziato dai volantini distribuiti dagli ultras. Repubblica riporta che il presidente De Laurentiis non ha gradito la celebrazione del centenario del club organizzata separatamente da quella ufficiale. Inoltre, il tifo organizzato avrebbe voluto incontrare Allegri a Castel di Sangro per il consueto saluto di inizio anno.