“E ’l modo ancor m’offende”. Questa citazione dalla Divina Commedia di Dante si adatta perfettamente per descrivere la sconfitta del Napoli contro l’Inter a San Siro. I partenopei avevano retto bene nel primo tempo, creando anche buone occasioni con Frank Anguissa.
Nella ripresa, dopo i gol di Matteo Politano e Rasmus Hojlund che avevano portato il punteggio sullo 0-2, il Napoli è apparso attivo, presente e energico. Tuttavia, si è verificato un crollo immediato e inspiegabile dopo aver raggiunto il doppio vantaggio. Subito dopo la rete del centravanti danese, la squadra ha di fatto smesso di giocare, cedendo il controllo del gioco all’Inter. Una scelta tattica considerata retrograda e inaccettabile.
I padroni di casa hanno prontamente approfittato di questa situazione. Sfruttando anche le sostituzioni discutibili operate dal tecnico Allegri, l’allenatore dell’Inter, Chivu, ha orchestrato la rimonta. Il gol di Lautaro ha portato il punteggio sull’1-2, seguito da un colpo di testa di Thuram e infine dal definitivo 3-2 ancora siglato da Lautaro. Un vero e proprio disastro, non tanto per la sconfitta in sé, che può accadere sul campo dei campioni d’Italia, ma per le modalità con cui è maturata, come sottolineato dal verso dantesco: “E ‘l modo ancor m’offende”