La partita di San Siro, che doveva segnare un momento di riscatto per il Napoli, si è trasformata in un altro capitolo della crisi stagionale. Il risultato finale di 3-2 per l’Inter non evidenzia solo i limiti difensivi, ma anche l’involuzione di Frank Zambo Anguissa, un tempo leader della squadra.
Già dopo la sconfitta contro il Como erano emersi dubbi sulla solidità del centrocampo azzurro. La trasferta milanese ha confermato queste preoccupazioni. Anguissa è apparso distante dalla sua versione migliore, mostrando una mancanza di aggressività agonistica e un netto calo rispetto ai due anni degli scudetti. Sebbene non abbia giocato una partita completamente negativa, nei momenti decisivi ha mostrato incertezze mentali. Ha avuto almeno tre opportunità per incidere maggiormente, ma non è riuscito a concretizzare, come nel caso del passaggio di Lorenzo Lucca quando si trovava sulla linea di porta. Anche in fase di recupero palla, il suo contributo non è stato ottimale.
Il contratto di Frank scadrà a giugno 2027, e l’incertezza riguardo a un suo rinnovo rende la decisione della società e dell’allenatore di puntare ancora su di lui, nonostante queste evidenti difficoltà mentali, particolarmente discutibile. Impiegare un giocatore con questo stato d’animo in una partita di tale importanza strategica ha indebolito il centrocampo, facilitando la rimonta dell’Inter. La mancanza di alternative con caratteristiche simili nel roster solleva interrogativi sulla gestione del club: perché non considerare una sua cessione in assenza di prospettive di rinnovo? O perché non pianificare una sua sostituzione con anticipo? La volontà di Anguissa di cambiare aria è un’ipotesi nota da tempo.