Si nota un’aria di profondo cambiamento nella Serie A dopo anni in cui la tecnologia VAR era quasi sempre presente. Nelle prime tre giornate del campionato, escludendo le partite Cagliari-Lecce e Udinese-Lazio ancora da disputare, emerge una chiara inversione di tendenza con un numero ridotto di interruzioni.
Seguendo le indicazioni di Orsato, designatore arbitrale, il VAR sembra essere diventato quasi invisibile. Questo cambio di strategia sta portando a un miglioramento del gioco, con meno falli fischiati e una diminuzione delle interruzioni dovute a proteste, finte perdite di tempo o lunghi consulti al monitor. L’obiettivo è lasciare correre maggiormente e aumentare il ritmo di gioco. I dati confermano questa tendenza: zero chiamate al VAR e zero rigori assegnati nelle prime due giornate, con un trend simile anche nel terzo turno.
L’approccio prevede più decisioni prese direttamente sul campo e meno check che interrompono il flusso della partita, favorendo le dinamiche di uno sport di contatto. L’idea è che l’arbitro si senta libero di agire, con la tecnologia come supporto in caso di errori evidenti. I tifosi del Napoli, attraverso i social network, sembrano accogliere questa novità con una punta di ironia, sottolineando come ci sia una differenza tra contatti lievi, da non fischiare, e interventi più evidenti come quello di Lautaro Martinez in Inter-Napoli, che a loro dire meritava l’espulsione.
Alcuni tifosi ricordano anche episodi passati, come l’intervento non sanzionato di Pjanic in Inter-Juventus, che favorì i bianconeri nella corsa allo scudetto a scapito del Napoli. Viene citato come esempio il commento di Orsato all’epoca, che definì il contatto troppo ravvicinato per essere visto, in contrasto con l’attuale indicazione agli arbitri di non fischiare contatti leggeri pur essendo più distanti.