Il nuovo corso dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), sotto la guida del designatore Daniele Orsato, ha tracciato un bilancio delle prime cinque giornate del campionato di Serie A 2026-27, ammettendo ufficialmente cinque errori decisivi commessi sia dagli arbitri che dalla tecnologia VAR. Durante il consueto incontro a Lissone con gli allenatori, i vertici arbitrali hanno effettuato un’autocritica, illustrando gli episodi in cui arbitri e VAR hanno commesso delle sviste.
Orsato ha sottolineato la volontà di restituire maggiore centralità all’interpretazione umana sul campo, riducendo significativamente il ricorso alla revisione video: solo una revisione è stata effettuata, a fronte delle sei dello stesso periodo nella stagione precedente. Tuttavia, il principio del “lasciar giocare” non deve tradursi nell’ignorare falli evidenti. I cinque episodi analizzati dalla CAN sono stati: 1) La trattenuta di Kalulu su Rowe (Juventus-Atalanta), con il difensore bianconero che ha afferrato l’attaccante atalantino in area. Orsato ha confermato che si trattava di un rigore netto che avrebbe dovuto essere sanzionato dal VAR. 2) Il fallo di mano di Vlasic (Torino-Milan), un movimento del braccio ampio e indirizzato verso il pallone non sanzionato, che avrebbe dovuto portare a un calcio di rigore per il Milan.
3) La mancata espulsione di Caqueret (Como-Parma): un intervento falloso e pericoloso su Britschgi è stato punito solo con un’ammonizione, mentre la gravità del gesto avrebbe richiesto il cartellino rosso diretto.
4) Il rigore su Monterisi e la rissa (Fiorentina-Frosinone): un doppio errore nello stesso incontro, con un calcio di rigore non concesso per un fallo su Monterisi e la mancata espulsione di Jimenez per condotta violenta.
5) La trattenuta di Caracciolo su Pellegrino (Fiorentina-Pisa): un episodio avvenuto durante un turno di Coppa Italia, giudicato falloso e meritevole del calcio di rigore.
Rimane poi il caso relativo al contatto tra Drăgușin e Højlund: una dimenticanza o un messaggio implicito? Mentre la ricerca di trasparenza ha convinto gli addetti ai lavori, l’opinione pubblica e gli esperti di moviola si interrogano sul contatto avvenuto nel finale del primo tempo allo stadio Franchi tra il difensore della Fiorentina, Drăgușin, e l’attaccante del Napoli, Højlund. Su un calcio d’angolo, il difensore viola ha trascurato il pallone per trattenere e portare a terra l’attaccante del Napoli. L’arbitro Daniele Doveri non è intervenuto e la sala VAR è rimasta in silenzio. Il fatto che Orsato non abbia incluso questo episodio nella lista dei “cinque errori certificati” solleva interrogativi e possibili interpretazioni, tra cui quella “pericolosa” che questo tipo di trattenuta in area sia permessa. Sarebbe paradossale, in futuro, vedere assegnati rigori per trattenute simili.