Secondo quanto riportato da Repubblica, il problema del Napoli non risiederebbe nella scarsa volontà dei giocatori. La recente sfuriata di Massimiliano Allegri negli spogliatoi del Franchi, a seguito del pareggio contro la Fiorentina, è stata interpretata come una reazione istintiva alla delusione. Tuttavia, il quotidiano suggerisce che alzare la voce potrebbe non essere la soluzione efficace.
La reazione di Allegri, avvenuta a caldo dopo la partita, è figlia della profonda delusione per il risultato contro la Fiorentina, che ha ulteriormente allontanato il Napoli dalla vetta della Serie A, portandolo a -6 dalla zona Scudetto e a -5 da quella Champions League. Questi distacchi, dopo sole 5 giornate, sono considerati molto preoccupanti. Il tecnico livornese si aspettava un avvio di stagione nettamente migliore e lo ha comunicato ai giocatori in modo diretto, dopo aver già espresso critiche in seguito alla vittoria sofferta contro il Bologna. Nonostante gli interventi, la scossa attesa non è arrivata. Il quotidiano evidenzia come i pugni sbattuti contro i muri non abbiano sortito l’effetto sperato sul gruppo, che manifesta segnali di logorio e stanchezza psicofisica, oltre a un certo appagamento. Questi aspetti sono riconducibili all’età media elevata della rosa e rappresentano conseguenze strutturali. Pertanto, non si tratterebbe di una questione di scarsa volontà, e il passaggio dal metodo conciliante a quello più duro potrebbe rivelarsi controproducente.
La lunga sosta della Serie A, secondo l’analisi, giunge nel momento opportuno per il tecnico livornese. Allegri avrà a disposizione tre settimane per ritrovare la serenità, riorganizzare le idee e individuare un approccio differente per risolvere la situazione. C’è ancora ampio margine per riprogrammare la stagione del Napoli su basi nuove, nonostante l’amarezza e le tensioni interne derivanti da una partenza in handicap, che necessitano di essere rapidamente superate.
Questa prospettiva si allinea con altri elementi emersi in precedenza, come la furia di Allegri nello spogliatoio, il paragone con la crisi di dieci mesi prima e la delusione del tecnico dopo la gara di Firenze. Il punto sollevato da Repubblica, tuttavia, sposta il focus: il vero nodo non è la voglia dei giocatori, ma il logorio di una rosa con un’età media elevata. L’uso del pugno di ferro, da solo, rischia di non essere risolutivo.