Il Napoli di Allegri potrebbe presto adottare una difesa a tre. Nonostante siano trascorse solo cinque giornate di Serie A, il tecnico sta studiando diverse soluzioni per migliorare l’assetto della squadra. L’ipotesi più concreta è l’abbandono del 4-3-3, modulo caro al presidente De Laurentiis, ma l’obiettivo primario restano i risultati.
Sam Beukema viene individuato come elemento chiave per il ritorno alla difesa a tre. La squadra ha sofferto la sua assenza, avendo avuto un numero limitato di difensori centrali a disposizione. Il club conta comunque su altri elementi come Badiashile, con Luca Marianucci in recupero e Alessandro Buongiorno che rientrerà a gennaio. I meccanismi difensivi stanno mostrando miglioramenti graduali, permettendo potenzialmente di liberare sulle fasce giocatori come Giovanni Di Lorenzo, Favasuli, Leonardo Spinazzola e Mathias Olivera.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, con il contributo di Vincenzo D’Angelo, non è da escludere una difesa a tre non fissa, ma con caratteristiche variabili. Beukema potrebbe agire da terzino in fase di impostazione, mentre Spinazzola potrebbe avere maggiore libertà offensiva sulla corsia opposta.
La storica difesa a tre italiana, ricordata per la BBC (Bonucci, Chiellini, Barzagli) con Buffon tra i pali, potrebbe avere un’erede nel Napoli con la sigla RBR: composta da Amir Rrahmani, Sam Beukema e Rafa Marin. La loro efficacia dipenderà dalla disponibilità dell’intera squadra a un maggiore sacrificio senza palla. Allegri ha già lavorato su alcuni aspetti, come la capacità di leggere le fasi di gioco e difendere con il possesso palla. Tuttavia, la squadra ha ancora mostrato superficialità in alcune letture tattiche, reattività e fame di gol.
La Gazzetta aggiunge che il primo passo fondamentale per il Napoli deve essere il consolidamento difensivo, per riconquistare un senso di dominio. Max Allegri crede fermamente che un cambio di sistema possa portare alla svolta desiderata.