Il Napoli sta attraversando un momento di crisi che al momento appare privo di soluzioni. La prossima settimana gli azzurri potrebbero affrontare due sfide delicate contro Bodo Glimt e Roma, risultati che potrebbero avere ripercussioni sul futuro del tecnico. Nonostante le rassicurazioni sulla sua permanenza in panchina, la realtà è che l’allenatore è spesso il primo a pagare le conseguenze. Il presidente, per ora, mantiene un profilo basso, anche grazie alla forte antipatia che circonda la figura del tecnico, che funge da scudo.
La Gazzetta, attraverso le parole di G.B.Olivero, evidenzia la situazione con lucidità: il tecnico livornese non è ancora riuscito a trovare la chiave per la squadra. Continua a ruotare, cambiare e sperimentare, ma senza trovare quell’intuizione decisiva che potrebbe invertire la rotta, non solo della stagione, ma almeno di qualche partita. Le cinque sconfitte in nove incontri rappresentano un dato pesante, che diventano sette su undici.
Secondo la Gazzetta: “Allegri predica calma ma pure lui sarà preoccupato per il rendimento di una squadra che gioca solo spezzoni di gara, che sbaglia nelle due aree, che non ha un’identità. Non sarà solo questione di modulo, di difesa a tre o a quattro, di play doppio o singolo, di De Bruyne alto o basso, ma sorprende che a metà ottobre Allegri vada ancora per tentativi, senza aver capito quale sia il vestito che questo gruppo indossa meglio. È bello avere la possibilità di cambiare abito, ma prima bisogna averne uno in cui stai comodo.
Ci sono difficoltà individuali (la condizione di McTominay, ad esempio, e il rendimento alterno di De Bruyne) e strutturali (Hojlund deve giocare sempre, servirebbe freschezza nel ruolo dei quinti), ma poi bisognerebbe affrontare le partite con intensità e attenzione dall’inizio alla fine e avere un piano chiaro da eseguire. Il Napoli va a ondate, si affida ai singoli. Ma così non vince quasi mai, perde spesso e non è ancora una squadra”