Il Napoli ha subito una sconfitta per 2-0 contro la Juventus. Gli azzurri si trovano ora in una posizione di classifica che rende difficile la risalita verso il quarto posto, utile per accedere alla prossima edizione della Champions League.
Marco Azzi, su Repubblica, descrive la situazione paragonando il Napoli al Titanic, sul punto di inabissarsi. L’articolo sottolinea una generale noncuranza e sottovalutazione del pericolo da parte di società, staff tecnico e squadra. La parola d’ordine dopo la sconfitta di Torino è stata quella di minimizzare. Il ko contro la Juventus, che rappresenta la quarta sconfitta in dieci giornate, segna il peggior avvio di sempre in Serie A sotto la presidenza di De Laurentiis. I danni sono quasi irreparabili: -14 dalla vetta e -9 dalla zona Champions League.
Nonostante la gravità della crisi, che sembra essere compresa appieno solo dai tifosi, dall’interno del club non si registrano movimenti significativi. Aurelio De Laurentiis aveva accennato a un possibile ritiro punitivo dopo la sconfitta di metà ottobre a Venezia, ma ha poi accantonato l’idea, influenzato dai suoi collaboratori, tra cui il ds Manna.
Secondo Repubblica, la scelta di puntare su giocatori scartati dalla precedente gestione tecnica si è rivelata un errore. Lucca, Lang, Beukema e Marianucci non starebbero mantenendo le aspettative. De Laurentiis avrebbe però chiesto ad Allegri di provare a rivalutarli, e l’allenatore starebbe accettando la sfida. Nel mondo del calcio, tuttavia, è spesso l’allenatore a pagare per primo le conseguenze negative. La trasferta di mercoledì sera a Oporto incombe come una minaccia. Il Napoli non può permettersi un altro passo falso e necessita urgentemente di ottenere almeno un pareggio per muovere la classifica. La Champions League rappresenta un obiettivo cruciale per il presidente, e il superamento della fase a gironi è fondamentale.