Da un lato c’è un’Inter che cerca di rafforzarsi sia sul piano nazionale che europeo, con l’intento di mantenere un alto livello sportivo e, contemporaneamente, di risanare i propri debiti. Dall’altro lato, Oaktree sta ponderando decisioni significative riguardo alla potenziale cessione della società a una nuova proprietà.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Oaktree, che è subentrato forzatamente a Suning, starebbe seriamente considerando l’avvio del processo di vendita del club. Il fondo d’investimento statunitense, sin dal suo insediamento, si era prefissato un duplice obiettivo: risanare i conti in perdita della società e dare il via all’iter per la costruzione del nuovo stadio. A che punto siamo? Grazie al lavoro della dirigenza italiana, la situazione contabile è in via di miglioramento, pur mantenendo la squadra altamente competitiva (campione d’Italia, vincitrice della Coppa Italia e finalista in Champions League negli ultimi anni). L’Inter ha inoltre registrato il secondo bilancio in attivo (non in utile, ma con un passivo contenuto e una posizione migliorata rispetto ai -245 milioni dell’anno post-Covid). L’iter per lo stadio, da realizzare nell’area dei parcheggi dell’attuale Giuseppe Meazza insieme al Milan, è stato invece avviato con la compravendita dei terreni dal Comune di Milano.
Per quanto riguarda la crescita e il consolidamento, dunque, non ci sono criticità. Tuttavia, potrebbe essere giunto il momento per Oaktree di valutare la cessione. Un fondo, per sua natura, opera proprio in questo modo: acquista, rivaluta e rivende a prezzi che assicurino un profitto rispetto all’investimento iniziale. Pertanto, l’idea della cessione del club non rappresenta una novità o un evento inaspettato, ma inevitabilmente tale scenario inizia a generare una certa apprensione tra i tifosi.