Prosegue l’attività diplomatica per portare Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Il Milan si trova invischiato in operazioni autodistruttive con Zlatan Ibrahimovic, che dagli Stati Uniti sta conducendo una guerra, per fortuna solo calcistica, facendo saltare direttori tecnici e allenatori. L’intenzione sarebbe quella di trattenere Allegri, il cui stipendio, tuttavia, il Milan è obbligato a continuare a corrispondere. È ormai evidente a tutti che il Milan sia ostaggio di Ibrahimovic.
Con grande pazienza, Paolo Scaroni sta tentando di mediare. Sta parlando con Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che al telefono non si dimostra certo un interlocutore sereno, con Alessandro Branchini, procuratore di Allegri, e con Calvelli, il nuovo dirigente del club rossonero che dovrà prendere le decisioni cruciali. Il Milan deve anche provvedere all’iscrizione al campionato, lasciando i tifosi in trepidante attesa. In queste condizioni, con una dirigenza decapitata, tutto è possibile.
Allegri attende sviluppi, dialoga telefonicamente con Giovanni Manna e sta pianificando il suo futuro al Napoli. Tra circa un mese potrebbe assumere la guida tecnica, con la stampa nazionale pronta a giudicarlo severamente. Viene considerato una figura controversa nel mondo del calcio, secondo solo a Gianni Infantino.
Cosa succederebbe se il Milan rifiutasse la buonuscita e, di conseguenza, la rescissione del contratto con Massimiliano Allegri? L’allenatore sarebbe costretto a dimettersi, rinunciando a una parte dei suoi guadagni, poiché non si può ottenere tutto nella vita. Il Corriere della Sera ricorda che il suo ingaggio a Napoli sarà inferiore rispetto a quanto percepito finora, nonostante un contratto triennale.
Il Napoli, tramite Aurelio De Laurentiis, ha garantito ad Allegri un contratto di tre anni, con un ingaggio annuo di 3,5 milioni di euro netti. Sebbene questa cifra sia inferiore ai 5,3 milioni netti percepiti precedentemente al Milan, l’accordo complessivo supera i 10 milioni netti, assicurando una stabilità economica significativa all’allenatore.