Esistono connessioni emotive che trascendono i confini geografici, legate al semplice movimento di un pallone. Per lungo tempo, l’affetto calcistico dei napoletani è stato intrinsecamente legato all’Argentina, un legame quasi filiale che rendeva doveroso tifare per la nazionale albiceleste, specialmente in occasione dei Mondiali. Questo sentimento profondo, radicato a Villa Fiorito e che collegava idealmente Fuorigrotta a Buenos Aires, rappresentava una scelta dettata dalla memoria e dalla gratitudine.
Oggi, tuttavia, la prospettiva si allarga. È necessario considerare nuove direzioni emotive, superando la Manica per riconoscere un senso di appartenenza anche sotto cieli più grigi, come quelli che ricordano la pioggia e le brughiere scozzesi, al fianco del nostro ‘McKing’.
Quando le emozioni prendono il sopravvento, il tifo si trasforma in un puro scambio di felicità. Scott McTominay è arrivato quasi in punta di piedi, chiedendo poco e offrendo un sogno, un talento capace di verticalizzare il gioco e di creare un nuovo legame emotivo tra Glasgow e lo stadio Diego Armando Maradona.
Allo scozzese, la corona di idolo non è stata conferita d’ufficio. Non vi erano diritti di nascita o investiture divine. È stata conquistata sul campo, partita dopo partita, con un dispendio di energie che ha guadagnato il rispetto dei tifosi. Ora merita di non sentirsi isolato.
È sorprendente, quasi un miracolo, come questo giocatore, proveniente dal Nord, sia riuscito in breve tempo a entrare in sintonia con una piazza ferita e disillusa, che aveva smesso di cercare nuovi idoli. Lui ha invece ridefinito le priorità, diventando il ‘box-to-box della gioia’. Attraversa il campo con la stessa fiera e instancabile naturalezza di un montanaro delle Highland che attraversa i laghi d’inverno, sicuro che dall’altra parte lo attenda un fuoco accogliente.
In occasione del Mondiale, la mappa del tifo si espande, diventando meravigliosa. Tra Buenos Aires, Napoli e Glasgow, con un Re che ora ha sudditi fedeli alla sua idea di felicità, sobria, generosa e travolgente. È quindi un piacere sostenere ‘PARTENOMINAY’ o ‘McPartenope’, come accaduto nella recente vittoria per 1-0 contro Haiti. Il nostro guerriero azzurro.