Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, nutre un profondo rammarico per un’operazione di mercato estiva che non si è concretizzata: l’acquisizione di Anan Khalaili. Il giovane talento israeliano, proveniente dall’Union Saint-Gilloise, era stato individuato dal club partenopeo con largo anticipo.
Secondo quanto riportato da Sky Sport, il classe 2004 viene considerato “il grande rimpianto dell’estate”, forse persino più di Mario Gila. Manna aveva iniziato a lavorare su questo profilo dall’inizio dell’anno, profondamente convinto delle potenzialità del giocatore. Khalaili, esterno destro versatile capace di agire anche in posizione più avanzata, aveva messo a segno ottime statistiche in Belgio. Il suo ingaggio era considerato accessibile (circa 1,3-1,5 milioni netti a stagione) e il suo potenziale di crescita al fianco di Di Lorenzo e Politano era elevato. Il DS azzurro aveva cercato di assicurarsi il giocatore parlando direttamente con la sua famiglia, chiedendo di non considerare altre proposte, e aveva trovato un accordo di massima con il suo entourage per un contratto fino al 2031.
Tuttavia, la trattativa si è bloccata a causa della valutazione del cartellino. L’Union Saint-Gilloise non ha abbassato le proprie richieste al di sotto dei 25-30 milioni di euro. Il Napoli, invece, dovendo necessariamente sfoltire la rosa (attualmente composta da 47 giocatori, con molti over 30 e un monte ingaggi elevato), non ha voluto superare una cifra ritenuta sostenibile, attestata intorno ai 18-20 milioni. La strategia voluta da Aurelio De Laurentiis, che prevede prima le cessioni e poi gli acquisti, ha di fatto frenato l’affare, spianando la strada a club concorrenti come l’Inter, che ha accelerato, e il Como