Dopo aver ricevuto i Collari d’Oro al CONI, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato dichiarazioni al TG5. Ha ricordato i 25 anni trascorsi dal suo primo interessamento per il club, un periodo impegnativo ma con ancora molto da fare nel mondo del calcio. Ha espresso la speranza di poter collaborare con Giovanni Malagò per apportare modifiche significative, sottolineando la necessità di un dialogo con Ceferin e Infantino per affrontare le problematiche globali del calcio.
De Laurentiis ha evidenziato la problematica legata all’eccessivo numero di partite, che mette a dura prova la salute degli atleti e porta a continui infortuni, citando i tre giocatori del Napoli fermi nelle ultime tre settimane. Riguardo a Kevin De Bruyne, ha affermato che la fiducia nel calcio deriva dal gioco stesso e dai tifosi, e che il giocatore belga ha dimostrato grande forma. Ha poi elogiato Massimiliano Allegri come un allenatore capace di gestire lo spogliatoio e amministrare i calciatori.
Il presidente ha commentato il campionato attuale, definendolo un “piatto ricco” con squadre che si sono rafforzate, citando la sorpresa del Frosinone e la solidità del Cagliari. Ha criticato i campionati che presentano una netta divisione tra la parte alta e quella bassa della classifica, sostenendo la necessità di un livellamento generale, simile a quanto avviene in Inghilterra, per evitare competizioni falsate. Ha definito la Champions League come un contesto a sé, dove ogni partita presenta tre esiti possibili e dove fattori ambientali e momenti di forma possono influenzare il risultato, ricordando la situazione anomala del Napoli l’anno precedente.
Con un pizzico di scaramanzia, tipica delle sue origini napoletane, De Laurentiis ha dichiarato: “Che vince il migliore, ovvero noi”. Ha poi lanciato una provocazione riguardo a una possibile cessione del club: “Secondo lei c’è qualcuno capace di pagare i miei sforzi di un quarto di secolo? Non lo so, ma se c’è si faccia avanti, poi verificheremo e valuteremo”. Ha posto l’accento sulle garanzie che un eventuale acquirente dovrebbe offrire ai tifosi per proseguire il percorso da lui intrapreso, ricordando di aver preso il Napoli dalle ceneri e di averne mantenuto il nome per rispetto verso la città e Maradona.
Infine, ha commentato la vicenda legata a Giovanni Malagò, attribuendo le difficoltà all’invidia e al malcostume italiani, che non perdonano il successo e l’intelligenza altrui, definendo questa situazione “grave”.