Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha preso la parola durante i festeggiamenti per il Centenario del club, svoltisi in Piazza Plebiscito.
Prima del suo intervento, sono stati trasmessi alcuni messaggi video, tra cui quelli di Carlo Ancelotti (ricevuto con qualche fischio), Giovanni Malagò (presidente CONI, molto fischiato), Gabriele Buonfiglio (presidente CONI) e Antonio Conte (applauditissimo).
De Laurentiis ha esordito esprimendo solidarietà alle vittime del terremoto, sottolineando la vicinanza di Napoli a zone a rischio come il Vesuvio e i Campi Flegrei. Ha proposto a Roberto Fico l’avvio di una sottoscrizione per aiutare i colpiti, annunciando una donazione personale di 100 mila euro.
Il patron ha definito la processione di quel giorno “irripetibile” e ha affermato che il club partenopeo, dopo 100 anni, è “più forte che mai” e “mai stato così temuto in Italia e in Europa”. Ha ricordato la vittoria della Coppa Italia nel 1962 da parte di una squadra di Serie B, e la presenza del “calciatore più forte della storia del calcio”. Ha poi fatto riferimento alla partita Napoli-Cittadella del settembre 2004, valida per la Serie C, che registrò 65.000 spettatori, sottolineando come la sua fede si sia unita a quella dei tifosi in quel momento, quando decise di “firmare quel famoso pezzo di carta”.
De Laurentiis ha concluso guardando al futuro: “Celebreremo il nostro glorioso, guardando al futuro un Napoli più forte e più prospero. Napoletani, questa è la vostra e la nostra festa”. L’intervento del presidente è avvenuto dopo il suo ingresso in Piazza Plebiscito proveniente da Palazzo Reale, poco dopo l’inizio ufficiale della serata.
Nel suo discorso, De Laurentiis ha anche commentato i fischi a Malagò: “Sbagliate a fischiare Malagò, perché non sta a sentire nessuno. Perché non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, e lui non ci sta a nominare qualcuno che non gli piace”.