Una delle principali criticità del Napoli nel periodo recente è stata la scarsa capacità realizzativa, con pochi gol dagli esterni nel post-Kvaratskhelia e la mancanza di un centravanti capace di segnare 20-25 reti stagionali. Sebbene un contributo significativo sia arrivato dalle mezzali, come McTominay e Anguissa, alla squadra partenopea manca un attaccante centrale alla Victor Osimhen. Persino Romelu Lukaku, pur con 14 gol e 10 assist nell’annata dello scudetto, non ha mai dato l’impressione di poter essere il bomber a cui il pubblico azzurro era abituato.
Abbiamo spesso criticato Lorenzo Lucca per atteggiamento, tecnica e occasioni mancate. Con la stessa oggettività, già in passato abbiamo evidenziato la scarsa vena realizzativa e l’atteggiamento di Rasmus Hojlund. Il giocatore danese, arrivato a Napoli mostrando inizialmente brillantezza e capacità di incidere, si è progressivamente perso, segnando appena 4 gol in campionato da gennaio a fine stagione. Il suo rendimento è calato, così come la sua capacità di dominare che aveva mostrato nelle prime uscite. Tornando a Lucca, nonostante le critiche per il suo scarso rendimento e l’atteggiamento a volte troppo disinvolto, nelle ultime due amichevoli contro Osasuna e Celta Vigo, è emerso che il giocatore più deludente sia stato proprio il danese. Hojlund non ha mai tirato, è stato spesso anticipato e fisicamente dominato, senza mai rappresentare un pericolo. Al contrario, Lorenzo Lucca ha segnato un gol da centravanti contro l’Osasuna e, contro il Celta, pur mancando tre volte la rete, ha dimostrato di essere presente nell’area avversaria.
Nonostante ciò, si legge sui giornali e sui social che il peggiore in campo sia stato ancora Lorenzo Lucca. Sembra quasi un’offesa evidenziare che, per la seconda partita consecutiva, il peggiore sia stato nettamente Rasmus Hojlund. Questo accade seguendo lo stesso ragionamento per cui la responsabilità del gol del pareggio degli spagnoli venga attribuita a Meret e De Bruyne, quando invece è da ascrivere totalmente al giocatore belga, autore di un errore grave ma immune da critiche per una sorta di immunità speciale.
Con maggiore convinzione rispetto alla fine del campionato scorso, va sottolineato come al Napoli serva disperatamente una punta vera, perché, come più volte evidenziato controcorrente, Hojlund non lo è. Il danese è a tutti gli effetti una seconda punta che può supportare gli inserimenti dei compagni, ma non sarà mai l’ariete da 25 gol necessario a una squadra di livello internazionale come il Napoli. Pertanto, dopo le necessarie cessioni, il primo acquisto da effettuare con urgenza è quello di un centravanti puro, figura che manca dai tempi di Victor Osimhen. Manna è consapevole di ciò, si spera.