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Napoli, Allegri cerca la quadra per schierare i big a centrocampo

Il primo Napoli di Massimiliano Allegri cerca una soluzione tattica per schierare contemporaneamente Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne, esplorando diverse opzioni di modulo.
Napoli, Allegri cerca la quadra per schierare i big a centrocampo Napoli, Allegri cerca la quadra per schierare i big a centrocampo

Il primo Napoli di Massimiliano Allegri sta prendendo forma, ma nel laboratorio tattico dell’allenatore resta aperta una questione destinata ad accompagnare le prossime settimane: trovare una soluzione che permetta di utilizzare contemporaneamente Stanislav Lobotka, André-Frank Zambo Anguissa, Scott McTominay e Kevin De Bruyne.

Nel 4-3-3 utilizzato in questa prima fase della stagione, infatti, lo spazio per tutti e quattro non c’è. Uno deve necessariamente partire dalla panchina oppure essere adattato in una posizione differente. Allegri, tuttavia, sembra intenzionato a esplorare nuove possibilità, soprattutto considerando il potenziale tecnico, fisico e di esperienza racchiuso nel quartetto.

La seconda parte della gara di Genova ha fornito indicazioni interessanti sulla possibilità di aumentare contemporaneamente qualità e presenza offensiva, senza necessariamente stravolgere l’identità costruita durante la preparazione.

Lobotka rappresenta il riferimento nella costruzione del gioco, Anguissa garantisce forza e capacità di coprire ampie porzioni di campo, mentre McTominay aggiunge inserimenti, fisicità e presenza in zona offensiva. De Bruyne, infine, può diventare il giocatore incaricato di collegare centrocampo e attacco, sfruttando soprattutto la propria qualità negli ultimi metri.

Caratteristiche differenti che, almeno sulla carta, possono completarsi. La difficoltà consiste nel trovare distanze ed equilibri che consentano al Napoli di non perdere solidità quando il pallone passa agli avversari.

Non si tratta di una problematica completamente nuova. Nella passata stagione Antonio Conte aveva provato a costruire una soluzione attraverso il 4-1-4-1, prima che problemi fisici e infortuni modificassero inevitabilmente le gerarchie e le possibilità di scelta.

Allegri potrebbe percorrere una strada differente.

Una delle ipotesi riguarda proprio la posizione del belga. Il Napoli sta lavorando prevalentemente con una difesa a quattro e tre centrocampisti, quindi la soluzione per inserire contemporaneamente i quattro big potrebbe arrivare modificando il reparto offensivo.

De Bruyne avrebbe la possibilità di avanzare sulla trequarti, lasciando Lobotka, Anguissa e McTominay alle proprie spalle. Davanti resterebbe Hojlund come riferimento centrale.

Da qui possono nascere diverse configurazioni. Una conduce verso un sistema simile al 4-3-2-1, con De Bruyne affiancato da un altro giocatore offensivo alle spalle della punta. In quella posizione potrebbero trovare spazio elementi come Alisson Santos o Vergara, garantendo maggiore libertà di movimento tra le linee.

Un assetto particolarmente ricco di qualità, da utilizzare eventualmente anche nelle partite di maggiore livello, quando esperienza e capacità di gestire i momenti della gara possono diventare decisive.

Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, Allegri ha comunque già mostrato un’altra strada. Il passaggio al 4-2-3-1 ha permesso al Napoli di aumentare verticalità e uomini nella metà campo avversaria, sfruttando De Bruyne in posizione più avanzata e concedendo maggiore libertà agli esterni.

Questa disposizione era stata sperimentata durante la preparazione ed è tornata utile anche nella trasferta di Genova. Con giocatori capaci di saltare l’uomo sulle corsie, De Bruyne libero di muoversi tra centrocampo e difesa avversaria e McTominay pronto ad attaccare l’area, gli azzurri possono aumentare sensibilmente il proprio peso offensivo.

La scelta, naturalmente, dipenderà anche dalle caratteristiche dell’avversario e dalla condizione dei singoli.

Allegri non sembra intenzionato a trasformare un unico sistema tattico in un vincolo, soprattutto davanti a una rosa che gli offre numerose combinazioni.

Nell’immediato, però, il punto di riferimento resta il 4-3-3. Il Napoli è tornato al lavoro per preparare il debutto casalingo contro il Como, primo appuntamento di una sequenza particolarmente impegnativa.

Dopo la formazione di Cesc Fabregas arriveranno infatti Inter, Champions League, Bologna e Fiorentina. Un calendario che renderà inevitabile alternare gli uomini e distribuire minutaggio ed energie.

Proprio questa successione di incontri potrà offrire ad Allegri l’occasione per effettuare ulteriori esperimenti. Lobotka e McTominay sembrano partire in questo momento da una posizione particolarmente forte nelle gerarchie, anche in virtù della loro condizione, ma la stagione è appena cominciata e gli equilibri possono cambiare rapidamente.

L’abbondanza del Napoli non si esaurisce peraltro nei quattro protagonisti principali. Allegri può contare anche su Billy Gilmour e Vergara, destinati ad avere occasioni nel corso di una stagione che richiederà rotazioni frequenti.

La profondità della rosa permette quindi al tecnico di ragionare non soltanto sulla formazione migliore in assoluto, ma anche su quella più adatta alle caratteristiche delle singole partite.

L’obiettivo rimane comunque trovare una formula capace di valorizzare contemporaneamente i calciatori di maggiore peso. Anguissa, Lobotka, McTominay e De Bruyne insieme garantirebbero al Napoli un mix di tecnica, struttura fisica, inserimenti ed esperienza internazionale difficilmente replicabile.

Il lavoro di Allegri sarà soprattutto quello di accompagnare questa ricchezza con un’organizzazione capace di proteggere la difesa e mantenere la squadra equilibrata.

Le prossime partite potranno fornire le prime risposte. Il 4-3-3 resta la base, il 4-2-3-1 è già una soluzione sperimentata e l’ipotesi di un sistema con De Bruyne stabilmente sulla trequarti rappresenta una delle varianti più interessanti. Il Napoli ha quattro centrocampisti di primo livello: la sfida adesso è trasformare l’abbondanza in un vantaggio tattico.

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