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Napoli-Como 1-2: analisi post-partita e dubbi emersi

Prima sconfitta stagionale per il Napoli contro il Como (1-2). L’analisi post-partita evidenzia più dubbi che certezze, con criticità difensive e offensive.
Napoli-Como 1-2: analisi post-partita e dubbi emersi Napoli-Como 1-2: analisi post-partita e dubbi emersi

La prima sconfitta stagionale casalinga, subita contro un Como apparso solido e preparato, non rappresenta un dramma, ma solleva interrogativi più che fornire certezze. La domanda è se questa stagione sarà priva di soddisfazioni o se questo passo falso servirà da lezione.

L’approccio tattico di Allegri, evidente fin dalla scelta dell’undici iniziale, mirava a limitare le iniziative del Como nel primo tempo, considerando anche il caldo e la difficoltà di mantenere un pressing alto. La modifica sulla fascia sinistra aveva lo scopo di contenere le avanzate avversarie. Il rischio, come poi accaduto, era di soffrire negli spazi stretti, situazioni che potevano creare superiorità numerica per gli ospiti. La partita si è sviluppata con marcature individuali, dove era cruciale vincere i duelli diretti. Purtroppo, Olivera ha commesso un errore evidente in anticipo su Diao, aprendo la strada all’0-1. Nonostante ciò, il Napoli ha mostrato segnali offensivi, creando occasioni concrete (tra cui il gol di Hojlund) e mantenendo la partita aperta, nonostante il Como avesse avuto molte opportunità. In difesa, si sono viste prestazioni individuali poco precise, culminate nell’errore di Anguissa e Rrahmani sul gol dell’1-2. Complessivamente, la prestazione del primo tempo è stata migliore rispetto a quella contro il Genoa, con maggiore precisione, velocità nel passaggio e pericolosità offensiva. Tuttavia, sono emerse criticità nei recuperi atletici, con il Como spesso in superiorità grazie a un primo tocco di qualità superiore che ha messo in difficoltà il posizionamento degli azzurri. I lariani hanno dominato il primo tempo, mostrando una squadra ben organizzata e con una chiara identità, mentre il Napoli non è riuscito a contrastare con intensità e talento.

L’unico aspetto positivo all’inizio della ripresa era il punteggio ancora in bilico. Il Napoli necessitava di potenziare le iniziative sugli esterni, spesso promettenti ma poco efficaci, e di aumentare la qualità delle sostituzioni, sia in fase realizzativa che di visione di gioco. La rimonta sarebbe stata possibile chiudendo meglio la difesa e migliorando la pressione offensiva. Con i cambi di Fabregas e un Como più attendista, il Napoli ha guadagnato controllo e incisività, trovando maggiore equilibrio con il 4-2-3-1 e la regia di De Bruyne. Nonostante una maggiore iniziativa, la squadra ha faticato a creare azioni realmente pericolose, attaccando con presenza ma anche con confusione, senza riuscire a superare le linee difensive avversarie. La squadra ha mostrato determinazione, e un pareggio sarebbe stato forse meritato. Tuttavia, il Napoli ha complessivamente fatto troppo poco per evitare la sconfitta.

Le prime partite hanno un valore relativo: due anni fa l’esordio fu un 3-0 a Verona, seguito dalla vittoria dello Scudetto. L’anno scorso, Allegri stesso perse alla prima giornata contro la Cremonese prima di iniziare una lunga serie di risultati utili. La sconfitta odierna è maturata per un errore evitabile in fase di disimpegno, e senza il fuorigioco di Lucca sul gol di Lobotka, il risultato sarebbe stato di parità. La preoccupazione risiede nel ripetersi di problemi strutturali in fase offensiva già visti nella scorsa stagione. Alla squadra manca fantasia e creatività per superare le difese avversarie, e giocatori come Lang (poco incisivo) o Neres (non ancora in condizione) non riescono a supplire. Il rischio concreto ora è perdere punti preziosi all’inizio della stagione, affrontando un calendario impegnativo. La prossima sfida sarà in trasferta contro i Campioni d’Italia.

L’umore generale è basso, anche a causa della situazione del mercato. In questa stagione sarà necessaria molta pazienza. Allegri ha il compito di proporre un gioco più moderno, abbandonando l’idea di vincere solo difendendo e affidandosi all’estro individuale. La prossima partita contro l’Inter dirà se le preoccupazioni emerse oggi sono fondate o se ci sono prospettive concrete da coltivare.

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