Il ritorno al 4-3-3 da parte di Massimiliano Allegri sta mostrando le sue criticità. Dopo le recenti sconfitte contro il Como e l’Inter, come riportato da Marco Azzi su Repubblica, il tecnico non considera questi passi falsi frutto della sola sfortuna. In entrambe le sfide, la squadra ha sofferto la fragilità difensiva, accentuata dall’assenza di Alessandro Buongiorno e dal cambio di modulo, che sembra inadeguato per competere ai massimi livelli.
La scelta di tornare al 4-3-3, secondo il quotidiano, affonda le radici nel passato. Al suo arrivo, Allegri ha percepito il desiderio del presidente Aurelio De Laurentiis e dello spogliatoio di ripristinare il sistema di gioco prediletto a Castel Volturno. Si tratterebbe di un’operazione nostalgia, motivata anche dalla volontà dei giocatori di esprimersi con maggiore spensieratezza in campo, dopo stagioni vissute in un contesto più difensivo. Tuttavia, questo cambio ha comportato la perdita degli equilibri tattici raggiunti da Conte con il suo più prudente 3-4-2-1, modulo che aveva permesso alla squadra di mantenersi nelle posizioni di vertice nonostante le emergenze.
Repubblica solleva quindi il dubbio se il tridente offensivo, unito a un centrocampo reso ancora più leggero dall’indisponibilità di Scott McTominay, rappresenti un lusso sostenibile per una difesa indebolita. Il rientro alla base di Rafa Marin e l’arrivo di Badiashile, quest’ultimo considerato fermo da tempo e gettato nella mischia a Milano con esiti negativi, non sembrano rafforzare il pacchetto arretrato. I 5 gol subiti nelle partite contro Como e Inter rappresentano un campanello d’allarme che Allegri ha già evidenziato ai giocatori.
Il tempo a disposizione per apportare correzioni è estremamente limitato, dato l’imminente impegno in Champions League contro l’Arsenal, in programma dopodomani allo stadio Maradona. Azzi avverte che affrontare gli inglesi in una battaglia a campo aperto potrebbe rivelarsi un errore fatale.
Il quadro generale è quello di un Napoli che, dopo tre giornate, si ritrova nella parte destra della classifica. Persino il reintegro di Kevin De Bruyne tra i titolari in Europa non sembra indicare un ritorno al pragmatismo di cui la squadra avrebbe bisogno. Le riflessioni sono in corso a Castel Volturno, dove il rischio di “perseverare negli errori può diventare presto diabolico“, come sottolineato da Azzi.