La gestione del rinnovo contrattuale di André-Frank Zambo Anguissa rischia di trasformarsi in un incubo. Il centrocampista camerunese si trova a un bivio cruciale: con il contratto in scadenza e un rinnovo che appare oggi in totale stallo, il club si ritrova con le spalle al muro.
L’aspetto più grave di questa vicenda non è la distanza economica emersa nelle ultime ore — con l’entourage del calciatore che chiede un quadriennale da circa 6 milioni di euro a stagione, a fronte di una proposta nettamente inferiore — bensì la tempistica. Il Napoli ha deliberatamente scelto di far arrivare Anguissa al braccio di ferro finale pur sapendo da tempo che le strade erano destinate a dividersi. Ci si chiede se non sarebbe stato opportuno cederlo a cifre più basse per puntare su un altro calciatore più giovane, mettendo in discussione le idee e il coraggio della dirigenza.
Non è un mistero che Anguissa si considerasse a fine ciclo già dalla scorsa estate. Le sirene della Turchia e dell’Arabia Saudita avevano già suonato, delineando i contorni di una cessione che avrebbe garantito una buona plusvalenza e una programmazione differente per il centrocampo. Invece, la dirigenza ha preferito temporeggiare, congelando la situazione nella speranza di un ripensamento o di un compromesso al ribasso che non è mai arrivato.
Oggi lo scenario è desolante. Trattenere un giocatore scontento, che percepisce una mancanza di fiducia del club in termini di ingaggio, significa generare un problema. L’ex direttore Giuntoli fece un capolavoro acquistandolo dal Fulham per appena 15 milioni. Ma ora la possibile beffa è dietro l’angolo: la matassa Anguissa rischia di paralizzare le strategie di mercato dei prossimi mesi ed infine c’&è la sensazione che Frank andrà via a parametro zero. Un disastro gestionale senza precedenti.