Il futuro di Alex Meret e della porta del Napoli rappresenta uno degli argomenti più dibattuti tra i sostenitori azzurri. Tra circa due mesi è previsto un confronto determinante tra i rappresentanti del portiere friulano e la società presieduta da Aurelio De Laurentiis, con l’obiettivo di definire le direzioni future.
Tuttavia, un aspetto continua a suscitare perplessità tra gli esperti del settore e i tifosi: la mancata finalizzazione di un prolungamento contrattuale a lungo termine per il giocatore. Questa strategia solleva interrogativi sulla possibile assenza di fiducia, su un piano in attesa di offerte di mercato, o su altre motivazioni. La gestione del contratto di Meret ha spesso adottato un approccio cauto, quasi al limite del rischio, esponendo il club alla possibilità di perderlo a parametro zero alla scadenza fissata per il giugno 2027.
Avvicinarsi agli ultimi dodici-diciotto mesi di contratto in essere riduce il potere negoziale della società e alimenta le speculazioni, una dinamica che si osserva anche nella situazione relativa a Frank Zambo Anguissa. Se da un lato il portiere ha dimostrato sul terreno di gioco, in particolare durante le stagioni dello Scudetto e nei momenti di maggiore difficoltà, di meritare la titolarità, dall’altro la dirigenza non ha mai concretizzato un legame a lungo termine. Meret percepisce 2 milioni di euro netti a stagione, ai quali si aggiungono bonus fino a un massimo di 2,5 milioni. Cosa sta frenando il Napoli? Si vocifera di un rinnovo di uno o al massimo due anni. Alex non è più un giovane esordiente, ma a marzo compirà 30 anni, non essendo quindi più un ragazzino.