La prima vittoria di misura per Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli è arrivata. L’allenatore aveva dichiarato che l’obiettivo primario era vincere, e ha mantenuto la promessa al termine di Napoli-Bologna. La squadra, in realtà, ha fornito una prestazione decisamente accettabile. Questa prima affermazione casalinga stagionale potrebbe rappresentare un punto di partenza per un futuro più positivo.
Nel corso della prima frazione di gioco, era chiaro che il Napoli fosse la squadra chiamata a condurre le operazioni. Il Bologna, come dimostrato sul campo, si è concentrato principalmente sulla fase difensiva e sulle ripartenze, senza mostrare particolari necessità di accelerare il ritmo. Il Napoli, invece, avvertiva questa urgenza, ma si è trovato a fronteggiare spazi molto ridotti. Si è cercato di attaccare sulle fasce, con Politano e Spinazzola in particolare, mentre Vergara, seppur volenteroso, è apparso impreciso, e De Bruyne, a volte non compreso dai compagni nelle scelte di passaggio complesse, si alternavano sulla trequarti per creare superiorità numerica. Nonostante il controllo del gioco e un paio di buone opportunità create, la squadra è apparsa timida nell’aumentare la velocità e nello sfruttare il gioco corto. Di conseguenza, era necessario un cambio di ritmo per trovare la giocata decisiva e sbloccare il punteggio.
Nel secondo tempo, Allegri ha cercato nuove soluzioni con sostituzioni immediate sulle ali. Queste scelte si sono rivelate particolarmente azzeccate, poiché Lang sulla sinistra non ha esitato ad aumentare la velocità, a cercare la profondità e a puntare l’avversario, mostrando solo una leggera pigrizia nei ripiegamenti. Sulla destra, Favasuli ha confermato le buone impressioni contro l’Arsenal, portando dinamismo e personalità, e fornendo il suo primo assist per l’inserimento di Stanislav Lobotka, che Allegri sta trasformando anche in un incursore offensivo senza palla. Successivamente, il Napoli si è limitato a gestire la partita, subendo oggettivamente pochissimo. Il Bologna, almeno per il momento, è apparso troppo rinunciatario, ben lontano dalla squadra propositiva e ostica vista negli anni passati sotto la guida di Thiago Motta e Italiano. I felsinei hanno registrato un solo tiro in porta, quello di Mbangula nei minuti finali. Gli azzurri conquistano l’intera posta in palio con una prestazione più che sufficiente, sebbene chiaramente non paragonabile ai fasti del passato.
Non è un caso che il Napoli abbia disputato e vinto la sua partita più convincente finora con un maggiore possesso palla (un solido 57%) rispetto all’avversario. Questa squadra è strutturata per controllare il gioco, e si spera che il mister ne tenga conto. A Firenze ci si aspetta la conferma dei miglioramenti visti contro il Bologna, ma il messaggio è chiaro: al di là di molte critiche, spesso esagerate, questa squadra, una volta raggiunta la piena condizione fisica e mentale, ha ancora molto da offrire, almeno per la stagione in corso.