Il nuovo corso del Napoli sotto la guida di Massimiliano Allegri si appresta ad affrontare una sfida tattica cruciale: la riorganizzazione e la stabilizzazione del pacchetto arretrato. Quello che inizialmente doveva essere il reparto centrale della nuova retroguardia partenopea, costruito attorno alla leadership di Amir Rrahmani e Alessandro Buongiorno, è diventato un vero e proprio rompicapo a causa dell’infortunio di quest’ultimo, a cui si è aggiunto quello di Vanja Milinkovic-Savic (Beukema).
Gli stop di Buongiorno e Beukema durante il periodo estivo hanno obbligato Allegri a fare affidamento su Rafa Marin, giovane spagnolo proveniente dal Real Madrid, precedentemente accantonato da Antonio Conte. Successivamente, negli ultimi giorni del calciomercato, è arrivato Benoît Badiashile dal Chelsea. Il suo debutto stagionale, avvenuto nei minuti conclusivi contro l’Inter, ha evidenziato un evidente ritardo nella condizione fisica, lasciando il difensore francese come un’incognita per il momento.
Allegri ha scelto di non passare immediatamente alla difesa a tre, preferendo mantenere la consolidata linea a quattro per dare certezze alla squadra. Anche con un eventuale cambio di modulo a tre, Giovanni Di Lorenzo occuperebbe la posizione di braccetto destro, lasciando dunque due posti per i difensori centrali. Attualmente, Rrahmani e Rafa Marin rappresentano i punti di riferimento principali: il pilastro dei due scudetti e lo spagnolo in cerca di affermazione. La domanda ora è: quali saranno le gerarchie una volta che Buongiorno e Beukema saranno pienamente recuperati, e con il rientro di Badiashile? Il reparto difensivo passerà da un’emergenza numerica a un’abbondanza di fisicità e centimetri, un compito non facile per Allegri