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De Laurentiis: “Allenatori collaboratori, sul film del Centenario e Ultras”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato del futuro del club, dei nuovi impianti sportivi e della situazione del calcio italiano ed europeo. “Gli allenatori devono capire che sono collaboratori”, ha affermato.
De Laurentiis: "Allenatori collaboratori, sul film del Centenario e Ultras" De Laurentiis: "Allenatori collaboratori, sul film del Centenario e Ultras"

Aurelio De Laurentiis ha ricevuto il Premio Sportivo alla Carriera, conferito dall’Associazione della Stampa Estera in Italia. Durante la cerimonia, il presidente del Napoli ha condiviso diverse dichiarazioni.

Riguardo al centro sportivo, De Laurentiis ha spiegato le difficoltà incontrate nella ricerca del terreno ideale a Napoli, citando problemi legati a opzioni di affitto scadute e alla gestione dei terreni agricoli da parte di coloni. Alla fine, sono stati individuati 17 ettari e mezzo a Qualiano, dove verranno realizzati dieci campi da calcio e una struttura di 7500 metri quadri per uffici e spogliatoi destinati alla prima squadra e alle giovanili.

Per quanto concerne lo stadio, il presidente ha menzionato una lettera d’intenti firmata con Q8 un mese fa per 38 ettari a Napoli est. Qui è stato progettato uno stadio da 70mila posti, con 120 skybox, ristoranti e un museo interattivo. De Laurentiis ha sottolineato l’assenza della pista d’atletica, destinata a eventi sportivi e concerti, citando l’esempio del Bernabeu. Ha inoltre chiarito i costi di gestione dell’attuale stadio Maradona, stimati in oltre due milioni di euro annui tra spese accessorie, e la necessità di riconsegnarlo pulito il giorno successivo all’uso. Il presidente ha ribadito l’intenzione di realizzare il Museo Maradona all’interno del nuovo stadio, integrandolo con il Museo del Napoli.

De Laurentiis ha poi espresso critiche verso gli investimenti proposti dalla Regione e dal Comune per il Maradona, definendoli insufficienti rispetto ai 200 milioni totali. Ha ipotizzato l’abbattimento del Maradona una volta costruito il nuovo stadio, finanziato interamente da lui, per permettere nuove urbanizzazioni in una zona critica per la viabilità e la vicinanza all’università.

Passando al settore cinematografico e sportivo, De Laurentiis ha constatato una grande crisi nel cinema italiano e in quello europeo, mentre lo sport americano non soffre. Ha evidenziato come il calcio inglese fatturi tre volte quello italiano pur chiudendo in perdita, e ha citato il caso del PSG in Francia. Ha criticato la dipendenza dalle prime quattro posizioni in Champions League per fare passi avanti e ha definito l’Europa League e la Conference League come strumenti per raccogliere voti. Ha inoltre fatto riferimento a una serie Netflix sui problemi della FIFA e sulla gestione di Blatter.

Il presidente ha poi ripercorso la sua storia imprenditoriale, iniziata nel cinema e poi estesa al calcio. Ha raccontato di come, arrivando a Napoli quando la squadra non esisteva più, abbia scelto il nome Napoli Soccer per rispetto del passato di Maradona, ripartendo dalla Serie C. Ha paragonato la sua avventura nel calcio a quella di Murdoch con Fox TV, basandosi su una vasta libreria di contenuti. Ha ricordato un tentativo nel 1999 di acquisire il Napoli, bloccato da una causa intentata dall’allora presidente Ferlaino, e un’offerta per il Bologna. Ha poi descritto l’acquisizione del Napoli nel 1999 per 60 milioni di euro, dopo il fallimento per 70 milioni, seguendo l’idea di Murdoch e con il supporto della moglie e del figlio Luigi.

De Laurentiis ha sottolineato come il successo nel cinema, un settore complesso e spesso fallimentare in Italia, gli abbia fornito gli strumenti per affrontare il calcio. Ha menzionato i due scudetti e le cinque coppe vinte in 22 anni, il ritorno dell’entusiasmo e la continuità europea del Napoli, affermando di aver vissuto anche Calciopoli con successo e senza imbrogli.

Per il ritorno dell’Italia ai Mondiali, De Laurentiis ha invocato una

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