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De Laurentiis: “Cardinale ha esigenze da finanziere, non da imprenditore”

Aurelio De Laurentiis, durante un incontro con la stampa estera, ha criticato l’approccio dei fondi di investimento nel calcio, citando un aneddoto su Gerry Cardinale.
De Laurentiis: "Cardinale ha esigenze da finanziere, non da imprenditore" De Laurentiis: "Cardinale ha esigenze da finanziere, non da imprenditore"

Nel corso di un incontro con la stampa estera, in occasione del premio alla carriera ricevuto, Aurelio De Laurentiis ha affrontato diversi temi, tra cui lo stadio, il centro sportivo del Napoli, la figura di Malagò e la questione ultras.

Il presidente del Napoli è stato interpellato riguardo al disimpegno dell’imprenditoria nel calcio italiano, una problematica che lo vede tra i pochissimi proprietari italiani rimasti in Serie A.

De Laurentiis ha spiegato la sua visione imprenditoriale, affermando: “A parte che sono un passionale per natura. se una cosa la faccio, la faccio perché mi diverto. C’è chi gioca a golf, a tennis. Io sono monotematico con la mia professione. Il che può far inquietare mia moglie ma io sono fatto così e non posso cambiare. Il discorso è che tu quando vai in Lega. Quando fai impresa devi anche stravolgere quello che non funziona. In Italia per carità, non si deve toccare nulla. Abbiamo le leggi che partono dal 1800. E che sono state via via modificate. Quando vai a vedere una legge, fai una fatica enorme a stare dietro a tutte le modifiche interpretative.

Riguardo alla difficoltà di cambiare mentalità nel mondo del calcio, De Laurentiis ha raccontato un aneddoto su Gerry Cardinale: “Io invitai a cena Cardinale tre anni fa e mi fece un discorso che io non obiettai perché sennò ho detto “questo lo prendo e lo butto fuori dalla cena”. Perché diceva cose che per me non erano né in cielo né in terra dal mio punto di vista. Evidentemente lui era un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero.

Il patron del Napoli ha poi paragonato la sua esperienza nel cinema, dove ha sempre scelto e sviluppato le idee in prima persona, al suo approccio nel calcio, sottolineando la differenza con chi gestisce fondi: “Siamo in un momento in cui c’è molto da cambiare. Vedevo oggi un articolo su Dazn che ha meno telespettatori dello scorso anno ma guadagna sulle inserzione pubblicitarie. E allora poi bisogna riuscire a capire. Io faccio un altro ragionamento. Io commercializzo l’audiovisivo. Ho detto ai colleghi del calcio: visto che già produciamo noi le partite, perché non dobbiamo commercializzarle noi ai nostri tifosi? Ci sono cinque squadre che tirano al mercato? Juventus, Inter, Milan, Napoli, Roma. Sono queste cinque squadre il motore del calcio italiano. E allora queste cinque squadre si dovrebbero far carico della commercializzazione di tutto quello che viene prodotto. Del resto io d’estate non vado a fare le amichevoli all’estero. A me hanno offerto anche sei milioni di dollari per andare in Australia, ad Adelaide, per fare un partita lì e una a Singapore. E io ho detto: “ma che siete matti?” Faccio trenta ore di viaggio con i miei calciatori, poi gioco, poi ritorno. Io devo preparare la stagione, bisogna prepararsi alle tantissime partite. A me non me ne frega niente dei milioni. Ho organizzato io partite in Abruzzo e in Trentino, pagandole, e dove in Pay per View facevo vedere le partite a una modesta cifra di 9.99 euro ad attacco, per cui potevano vederla anche in quattro, in cinque. Quindi costava nulla.

De Laurentiis ha concluso ribadendo il concetto imprenditoriale: “Voglio dire c’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano. Quando mi parlate di Gerry Cardinale, dei fondi, loro hanno altri problemi. Hanno il problema di aver investito il denaro per farlo fruttare ai loro investitori. Se questi investitori dopo x tempo, tre anni? cinque anni?, non hanno avuto un verdone in più di quelli che hanno investito, allora tu che benefit mi hai apportato? Nessun benefit

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