Antonio Soda, tecnico che ha lanciato il giovane
Il percorso di Kayode, dal Gozzano in Serie D fino alla Premier League e alla Nazionale, è stato descritto come rapido.
“Sono molto contento per il ragazzo, ha fatto un grandissimo percorso”, ha dichiarato Soda. “Quando l’ho avuto, era piccolo, aveva solo 16 anni. Ho avuto il coraggio di buttarlo dentro, era più che un bambino. Tornava dagli allievi della Juventus. Mi ha impressionato sin dal primo minuto, si vedeva che era un ragazzo speciale. I suoi esordi sono sempre eccellenti: sia in Nazionale che da noi in Serie D. Mi ha impressionato la sua forza, la sua velocità. Merita questa carriera, ha fatto tanti sacrifici”.
Kayode è stato acquistato dal Brentford per circa 20 milioni di euro. Soda si interroga se questa cifra, non proibitiva per le grandi squadre italiane, non sia sintomo di una scarsa fiducia nei giovani talenti nel calcio nostrano.
“Dobbiamo credere di più nei giovani, i giovani possono anche sbagliare. Bisogna sapere aspettarli. La Fiorentina non ci ha creduto”, ha affermato l’allenatore. “In Italia facciamo fatica in questo. Ha avuto un contratto importante al Brentford, dove è cresciuto tantissimo. Le grandi del nostro campionato non hanno voluto puntarci, visto che 20 milioni è una cifra abbordabile per loro. Non hanno creduto in Michael, il problema è che lui arriva in Nazionale dopo il suo approdo in Inghilterra”.
Nonostante abbia già vinto un Europeo con l’Italia Under 19, segnando anche in finale, e abbia giocato in Under 21, Soda sottolinea l’importanza di supportare i giovani quando commettono errori. “A volte, li critichiamo ma, invece, bisogna dargli fiducia. Così come è successo con Romano prima e dopo il Belgio. In Italia è sempre così. Mancini, se dovesse perdere con la Francia, sarà criticato nuovamente. Bisogna aspettare la crescita dei giovani, che devono essere inseriti gradualmente. La Nazionale deve ricreare un’identità forte se vuole tornare al Mondiale“.
Riguardo alla mancata convocazione di Kayode per i play-off di marzo, nonostante un anno e mezzo di ottime prestazioni in Inghilterra, Soda ha commentato: “Mi aspettavo prima una sua convocazione, stava facendo bene. In Inghilterra, anche grazie alla sua particolare rimessa (ride, ndr), si è preso subito il posto da titolare. Michael è un ragazzo speciale, è una persona perbene. Ha una figlia, una famiglia: è cresciuto. Ma lui già a 16 anni aveva questi valori così importanti. Deve soltanto migliorare nel capire che non può correre sempre, deve fare un po’ di densità. Lui è volenteroso, lui ci arriva sempre. Ha una grandissima voglia. Dà sempre tutto per la maglia e per la squadra. Con me giocava anche a sinistra, può far tutto”.
Riguardo al carattere di Kayode, Soda ha aggiunto: “Con la Turchia sono rimasto impressionato, perché ho rivisto le stesse immagini di quando si allenava con noi in Serie D. Lo puoi trovare dappertutto, non si risparmia mai, non lo salta mai nessuno. Ci abbiamo lavorato tecnicamente. Lui è stato il calciatore più giovane a segnare in Serie D. Mi aspettavo un buon esordio, ma non a questi livelli. La sua forza, sia in campo che fuori, è la sua grandissima personalità, sembrava che giocasse da tempo con l’Italia. Lui è una spugna, un ragazzo intelligente. Porta in campo tutte le cose che gli vengono dette”.
Infine, sulla capacità di Kayode di gestire la pressione mediatica, Soda ha concluso: “Sì, sicuramente. Come ho detto, lui ha una fortissima personalità: è sempre così, anche fuori dal campo. Lui non sente nulla, lo conosco bene. Darà sempre il massimo, poi potrà sbagliare (così come fanno tutti). Ma lui darà sempre l’anima. Bisogna aspettarlo, così come tutti gli altri giovani chiamati in Nazionale”.