Massimiliano Allegri, secondo quanto riportato da Monica Scozzafava del Corriere della Sera, è un allenatore che ascolta ma decide in autonomia, specialmente riguardo alle questioni tattiche. Questo approccio viene evidenziato alla vigilia della partita contro il Villarreal. Il punto di partenza dell’analisi è un commento del presidente De Laurentiis, che aveva definito un “finalmente” la scelta di schierare la difesa a tre.
La giornalista sottolinea come Allegri sia una persona esperta del mondo del calcio e che non intraprenda sperimentazioni tattiche basate su suggerimenti esterni al campo di gioco.
Allegri ha ribadito questa sua posizione in conferenza stampa, affermando riguardo ai moduli: “Parlare di moduli, di numeri è riduttivo per una partita di calcio, questi sono discorsi da bar. Il presidente ha visto una bella partita sabato scorso, ma questa è una gara diversa”.
La Scozzafava commenta: “A ciascuno il suo”, interpretando questa frase come una chiara divisione dei ruoli: il presidente fa il presidente e l’allenatore fa l’allenatore. Questo concetto era già stato espresso dal Napolista, che aveva titolato come i discorsi sui moduli fossero appunto “discorsi da bar”.
L’articolo descrive Allegri come un tecnico “aziendalista”, ma a modo suo. La giornalista del Corriere della Sera evidenzia come l’allenatore debba al presidente la forza della rosa messa a disposizione e si impegni a valorizzarla al massimo, considerando anche gli infortuni. Viene descritto come una razionalizzazione delle risorse, dove Allegri dimostra la sua abilità di “mago”, un’idea già espressa dal Napolista con l’immagine degli “scarti del frigo che diventano un piatto squisito”.
Le direttive fornite ai giocatori da Allegri sono volutamente semplici: “Grande ordine, sbagliare il meno possibile, giocare bene a calcio”. Sebbene possano sembrare ovvietà, la Scozzafava osserva che il legame creato dall’allenatore con la squadra si basa proprio su questi principi.