La figura di Kevin De Bruyne continua a essere al centro dell’attenzione, nel bene e nel male. Il fuoriclasse belga, giunto a Napoli, sembra non riuscire a lasciare un segno tangibile del suo passato di successi. A tratti si accende, ma altrettanto spesso si spegne. Un esempio è stata la partita contro il Venezia, dove ha fallito un calcio di rigore che avrebbe potuto riaprire il match con ancora molto tempo a disposizione.
Le dichiarazioni pubbliche hanno evidenziato un certo malcontento. Behrami, intervenendo a Dazn, ha suggerito che il giocatore abbia intrapreso una strada fatta di lamentele. A Sky, Di Canio ha riportato una presunta affermazione di De Bruyne, secondo cui si sentirebbe superiore al Napoli, indicando una gestione complessa del giocatore. Repubblica ha inoltre riportato che Conte avesse espresso un parere negativo sul suo acquisto, ma sia il Napoli che Allegri hanno deciso di concedergli una seconda opportunità, che al momento non sta dando i frutti sperati.
In vista della sfida di domani sera contro il Bodo Glimt, una partita cruciale per le speranze di qualificazione in Champions League, Allegri sembra puntare ancora su De Bruyne, sebbene con aspettative forse ridotte.
Il Corriere della Sera, attraverso le parole di Monica Scozzafava, ha analizzato il tema della leadership del giocatore: “C’è poi il tema leadership, anche lì Allegri si sarebbe aspettato di più. Un giocatore di forza e di impatto come De Bruyne, dal passato così glorioso, si è unito alla depressione di gruppo. Più mugugni e incomprensioni che sollecitazioni a fare di più e meglio: atteggiamenti che non aiutano. Le responsabilità di un mercato non fatto in estate — nonostante le richieste di Gabriel Jesus (è andato al Barcellona) e Gila (il Milan è stato concreto e veloce a prenderlo) — vanno suddivise: il club ha deciso, l’allenatore ha accettato. Adesso rinforzare l’organico è diventato un obbligo e gennaio è abbastanza vicino per provare ad aggiustare il tiro