Esiste una linea sottile tra l’essere un allenatore disponibile al dialogo e uno ingenuo. Massimiliano Allegri, dopo la recente partita a Napoli, ha cercato di segnare una differenza rispetto ad Antonio Conte, il cui metodo in due anni aveva portato successi ma anche tensioni nello spogliatoio. Tuttavia, l’approccio basato sul permissivismo sembra non dare i frutti sperati. Il tecnico livornese, esperto nel suo mestiere, non gradisce certi comportamenti e considera inaccettabili partite perse a causa di superficialità ed errori elementari.
Nel post-partita di San Siro, Allegri ha evidenziato in conferenza stampa come il giocatore Alisson Santos abbia perso palla per ben quattro volte, stoppandola con la suola. Questo episodio, come riportato da Repubblica con Marco Azzi, non riguardava solo il singolo giocatore brasiliano, ma era un messaggio esteso a tutta la squadra.
La stampa sottolinea come le critiche rivolte all’attaccante fossero in realtà un monito indiretto per molti altri calciatori della squadra.
“Così non si va troppo lontano e d’ora in poi la squadra – secondo il suo nuovo condottiero – dovrà tirare fuori il pragmatismo e gli artigli, riscoprendo la resilienza che era stata il segreto di tutti i successi conquistati con le unghie durante il biennio della gestione di Antonio Conte. Meno fioretto e più sciabola”, scrive Repubblica, indicando la necessità di ritrovare la stessa determinazione del passato.
Secondo il quotidiano, finora Allegri non aveva mai alzato la voce nello spogliatoio, ma ora la sua pazienza sembra essere giunta al limite, citando il modo di dire di Totò: “ogni limite ha una pazienza”. Questi errori vengono interpretati come “la spia di uno squilibrio tattico e di un approccio mentale sbagliato da parte dei giocatori”