Il Napoli, sotto la guida di Aurelio De Laurentiis, ha spesso privilegiato le cessioni rispetto agli acquisti. Diversi giocatori che non rientravano nei piani tecnici e tattici sono partiti. Tuttavia, guardando agli ultimi anni, emergono alcuni rimpianti significativi riguardo a trasferimenti che avrebbero potuto essere evitati.
È innegabile che ogni club commetta degli errori. Il Napoli avrebbe potuto contare su una rosa più competitiva mantenendo alcuni elementi. Un esempio è Josip Radošević (indicato nell’originale come Gutierrez), la cui cessione ha garantito una plusvalenza, ma il giocatore sta dimostrando il suo valore al Bayer Leverkusen, dove avrebbe potuto fare la differenza. Pare che il calciatore fosse disposto a rimanere in Campania.
Il club partenopeo ha investito oltre venti milioni per Stanislav Lobotka, ma ha ceduto Elia Caprile per circa otto milioni. Il portiere, ora al Cagliari, avrebbe potuto rappresentare un’alternativa valida a Alex Meret. Anche Natan, pur non brillando immediatamente, meritava forse più tempo, un percorso simile a quello di Kalidou Koulibaly. Il centrale brasiliano è ora un titolare inamovibile nel Betis, valutato 50 milioni e seguito dal Barcellona.
Attualmente, il Napoli valuta il futuro di Stanislav Lobotka, che ha 31 anni e il cui contratto potrebbe non essere rinnovato. Eppure, in rosa c’era Giacomo Gaetano, che Luciano Spalletti sta impiegando con successo nel ruolo di regista. Inoltre, giocatori come Giovanni Simeone e Giacomo Raspadori avrebbero potuto offrire un contributo importante, forse paragonabile a quello di Lorenzo Lucca o Noa Lang, soprattutto considerando il fitto calendario di impegni.
Considerando un ipotetico 4-3-3, il Napoli senza alcune cessioni forse evitabili potrebbe schierare: Caprile; Giovanni Di Lorenzo (Favasuli), Natan, Amir Rrahmani, Josip Radošević; McTominay, Giacomo Gaetano, Frank Zambo Anguissa; Neres (Politano), Rasmus Højlund (Giovanni Simeone), Alisson.