La difesa del Napoli mostra ancora una notevole distanza dall’organizzazione tipica di una squadra allenata da Allegri. Nonostante ciò, nel campionato di Serie A, con sette reti al passivo, vanta la terza miglior retroguardia. Soltanto Roma e Lazio hanno concesso meno gol, rispettivamente tre e quattro. Il Napoli si posiziona in un gruppo di squadre a pari merito con Milan, Como e Cagliari. La situazione peggiora in Champions League, dove sono arrivati un gol dall’Arsenal, due dal Villarreal e tre dal Bodo, sebbene in queste partite la squadra abbia segnato quattro reti. In totale, il Napoli ha subito tredici gol in dieci incontri ufficiali, alcuni dei quali potevano essere evitati. In vista della sfida di domani contro la Roma, si prevede il riposo per Rrahmani, con la possibilità di vedere una coppia difensiva inedita formata da Rafa Marin e Badiashile.
Allegri non è ancora riuscito a stabilire un centro di gravità difensivo permanente. La questione, come spiegato dopo la partita contro il Bodo, va oltre la sola retroguardia e coinvolge la capacità di chiudere le linee di passaggio, un aspetto in cui Lobotka eccelle.
La Gazzetta, attraverso le parole di Antonio Giordano, sottolinea come il Napoli mostri ancora poco dell’organizzazione di Allegri. Le statistiche e gli episodi evidenziano un paradosso: in 7 delle 10 partite disputate è stato subito almeno un gol. Contro Inter, Vila-real e Bodo, le reti subite sono state addirittura tre. Il dato allarmante, che si verifichi a difesa schierata o a causa di un errore individuale, è stato confermato da Allegri martedì, nonostante la prima vittoria in Champions League potesse suggerire una serata di celebrazione.
La Gazzetta ricorda le difficoltà incontrate da Allegri in questi primi tre mesi alla guida del Napoli, caratterizzati da infortuni e contrattempi. Buongiorno ha subito un intervento chirurgico a giugno e non è ancora sceso in campo, con un probabile rientro non prima dell’anno nuovo. A Castel di Sangro, Marianucci è stato fermato da un infortunio ed è appena rientrato tra i disponibili. Olivera ha dovuto osservare un periodo di riposo per una settimana, mentre Beukema ha avuto bisogno di tempo per superare problemi pregressi. Badiashile ha dovuto adattarsi a una nuova realtà e recuperare la confidenza con il campo dopo nove mesi di assenza.