Il Napoli si avvia verso una nuova fase del proprio percorso sportivo. A illustrare le prospettive della società è stato Giovanni Manna, il direttore sportivo azzurro, che ha discusso del futuro della squadra, focalizzandosi sulle decisioni riguardanti gli allenatori e sulla necessità di un progressivo rinnovamento di un gruppo che è stato protagonista di un ciclo vincente. Nel corso di un intervento nel podcast Colpi da Maestro, Manna ha ripercorso il legame con Antonio Conte, chiarito le ragioni dietro la scelta di Massimiliano Allegri e svelato che, al momento del suo arrivo a Napoli, aveva considerato anche Gian Piero Gasperini tra i potenziali tecnici.
Le affermazioni più rilevanti riguardano tuttavia la pianificazione delle stagioni future. «Dobbiamo cominciare a cambiare un pochino, perché siamo arrivati probabilmente alla fine di un ciclo che è iniziato con Spalletti», ha dichiarato Manna. Questa dichiarazione apre la discussione sul rinnovamento della rosa, pur mantenendo l’intenzione di valorizzare il lavoro svolto negli anni precedenti.
La riflessione del direttore sportivo parte dalla constatazione che è necessario guardare oltre i traguardi già raggiunti. Secondo Manna, il Napoli si trova in un momento in cui è fondamentale analizzare l’evoluzione del progetto tecnico. Il riferimento va al percorso iniziato con Luciano Spalletti, proseguito attraverso avvicendamenti in panchina e nuove esperienze sportive. La società intende mantenere la propria competitività, ma il dirigente ritiene indispensabile iniziare a considerare le trasformazioni future. Le sue parole non prefigurano una rivoluzione immediata, ma piuttosto un cambiamento graduale da affiancare alla valorizzazione delle risorse esistenti. Il Napoli mira a preservare quanto costruito, preparando al contempo le basi per una nuova fase. Manna non ha fornito indicazioni su possibili partenti o su specifiche operazioni di mercato, concentrandosi sulla direzione generale della programmazione sportiva.
Uno dei punti chiave dell’intervista verte sull’ingaggio di Massimiliano Allegri come nuovo allenatore. Manna ha spiegato che, dopo l’esperienza con Conte, il Napoli necessitava di una figura autorevole, in grado di gestire uno spogliatoio abituato a interagire con un tecnico di forte personalità. «Dopo Conte era importante avere una personalità, magari anche diversa, ma comunque forte, che lo spogliatoio, la piazza, il presidente possano riconoscere», ha affermato il direttore sportivo. La scelta di Allegri risponde dunque a un’esigenza precisa di continuità nella leadership. Pur presentando caratteristiche distinte rispetto al suo predecessore, il tecnico livornese possiede, secondo Manna, l’esperienza e l’autorevolezza necessarie per gestire il gruppo. Il dirigente ha inoltre evidenziato che il lavoro svolto sotto la precedente gestione non deve essere considerato concluso, con l’obiettivo di sfruttarne le fondamenta per affrontare la stagione e ottenere nuovi successi. «Allegri è una persona che dà tutto se stesso. Io lo conosco, abbiamo lavorato insieme alla Juventus e anche lì ha dato tutto alla causa», ha spiegato Manna, sottolineando come la precedente collaborazione alla Juventus sia stata un fattore determinante nella decisione del Napoli. Manna conosce i metodi di lavoro di Allegri e crede che il suo apporto possa essere cruciale per il cammino della squadra. La società confida nella capacità dell’allenatore di gestire le pressioni e mantenere un alto livello di competitività, senza interrompere il progetto tecnico avviato negli anni precedenti. Il direttore sportivo ha espresso fiducia nella possibilità di disputare una stagione positiva, senza però fare promesse su obiettivi specifici. Un ulteriore aspetto sollevato da Manna riguarda le motivazioni personali dell’allenatore. Secondo il dirigente, Allegri avrebbe affrontato la nuova avventura al Napoli con un forte desiderio di riscatto dopo l’esperienza al Milan. Una motivazione che, nelle parole del direttore sportivo, si allinea con quella della società azzurra. «Max dopo la stagione al Milan, secondo me ha voglia di rivincita. La stessa che abbiamo noi dopo un’annata un po’ sfortunata come quella scorsa», ha dichiarato.
Durante l’intervista, il direttore sportivo ha anche rivelato quali allenatori aveva immaginato per la panchina del Napoli all’inizio del suo mandato. I nomi che gli erano venuti in mente erano quelli di Antonio Conte e Gian Piero Gasperini. Manna ha spiegato di aver considerato entrambi come figure capaci di dare una direzione chiara al progetto sportivo. «Quando ho firmato con il Napoli nella mia testa c’erano Gasperini e Conte. Perché Antonio e Gasperini erano due figure forti», ha ricordato.
Il passaggio dedicato ad Antonio Conte è stato uno dei momenti salienti dell’intervento. Manna ha manifestato gratitudine per l’esperienza vissuta con il tecnico, menzionando sia il successo sportivo sia il contributo ricevuto a livello professionale. «Io con Antonio mi sono trovato benissimo, lo ringrazierò per tutta la vita. Mi ha fatto vincere uno scudetto, spero non sia l’ultimo», ha affermato. Il direttore sportivo ha definito storico il titolo conquistato, evidenziando l’impatto del lavoro con Conte sulla sua crescita. La collaborazione con un allenatore esigente avrebbe infatti elevato il livello dell’intera struttura sportiva. Manna ha descritto Conte come un professionista determinato, meticoloso e costantemente orientato al miglioramento. «Mi ha insegnato tanto, mi ha alzato il livello perché lavorare con un allenatore così esigente, determinato, meticoloso, che non si accontenta mai, ti fa rendere sicuramente di più», ha aggiunto.