La condizione di indisponibilità dei giocatori del Napoli non può più essere considerata un contrattempo isolato. È divenuta una costante, il quadro entro cui si sviluppa l’annata della squadra. La Gazzetta dello Sport sottolinea come siano dieci i calciatori fermi ai box, un numero equivalente a una squadra intera.
“Chiamarla emergenza sembra quasi riduttivo. Dieci giocatori indisponibili, praticamente una seconda squadra. Grandina sul bagnato e la sfortuna si è accanita sul Napoli.”
La rosea non risparmia critiche, analizzando le prestazioni della squadra, le decisioni tecniche e un mercato estivo definito deludente. Tuttavia, pone l’accento sulla questione fisica come elemento primario, evidenziando come questa problematica non sia recente:
“Al di là dei demeriti della squadra, delle scelte dell’allenatore, di una campagna acquisti praticamente fatiscente, il problema infortuni non è più un alibi ma una sorta di gabbia che tiene prigioniero il Napoli da troppo tempo e che aveva sottratto anche ad Antonio Conte gli uomini fondamentali per provare a lottare per lo scudetto un anno fa.”
Il punto cruciale è che, se gli infortuni nel Napoli si sono verificati con questa frequenza per due stagioni consecutive, coinvolgendo due diversi tecnici, non si può più parlare di semplice sfortuna. La costruzione di una rosa priva di alternative valide nei ruoli più sollecitati rende ogni assenza un problema significativo. Come già evidenziato nell’analisi del match Juventus-Napoli, la squadra necessitava di un profondo rinnovamento, e chi non ha colto questa necessità ha maggiori responsabilità rispetto ad Allegri.
La situazione raggiunge un paradosso in vista della prossima sfida di Champions League contro il Porto di Farioli. L’allenatore si trova a dover fare i conti con l’assenza di tutti e quattro gli esterni di difesa, con Di Lorenzo e Olivera che non sono nemmeno partiti per la trasferta:
“Ma adesso siamo oltre il paradosso: domani a Oporto, Massimiliano Allegri non avrà terzini a disposizione. Quattro giocatori fuori su quattro. Titolari e riserve, dal capitano all’ultimo arrivato Favasuli.”
A meno di un impiego del diciottenne ucraino Melnyk, l’allenatore sarà costretto a improvvisare soluzioni. La Gazzetta conclude:
“Una situazione così è quasi impossibile da gestire, ma c’è una partita fondamentale da affrontare e il Napoli dovrà farlo sfruttando le armi che ha. E magari sperando in una nuova “allegrata”. Già, ma quale?”