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Allegri, la rabbia contro la narrazione per caricare il Napoli

Il Porto di Farioli ha ottenuto dieci vittorie in campionato ma tre sconfitte in Champions. Il Napoli affronta la sfida con numerosi infortuni, specialmente sugli esterni difensivi.
Allegri, la rabbia contro la narrazione per caricare il Napoli Allegri, la rabbia contro la narrazione per caricare il Napoli

La sfida tra Massimiliano Allegri e Francesco Farioli, in programma mercoledì sera al Dragão, va oltre il semplice confronto tecnico. Rappresenta anche due differenti modi di interpretare la figura dell’allenatore in Italia. Da un lato, il tecnico più vincente e al contempo più discusso della sua generazione. Dall’altro, l’allenatore italiano che ha costruito la sua carriera all’estero e che viene spesso citato quando si discute dei giovani allenatori trascurati dai club italiani. Paolo Condò, sul Corriere della Sera, parte proprio da questa dicotomia.

Il primo elemento da considerare è l’avversario. Il Porto di Farioli, nel campionato portoghese, ha inanellato dieci successi consecutivi, mentre in Europa ha subito sconfitte contro Betis, Psv e Manchester City. Farioli ha sottolineato l’importanza di iniziare a “scalare la montagna” della Champions League, con il Napoli che rappresenta il primo ostacolo. Condò scrive:

“Un Napoli decimato dagli infortuni si gioca molto sul campo del Porto, una squadra quest’anno difficile da decifrare, considerando i dieci successi in campionato e i tre ko consecutivi in Champions.”

Decimato è l’aggettivo più appropriato. Allegri deve fare i conti con l’assenza di tutti e quattro gli esterni di difesa. La squadra arriva inoltre da una sconfitta a Torino, dove ha dato l’impressione di non poter offrire di più.

Il punto centrale dell’analisi di Condò è un invito rivolto ad Allegri: sfruttare la sua frustrazione nei confronti della narrazione che lo circonda per motivare i giocatori del Napoli rimasti. Condò afferma:

“Allegri sfida Farioli, l’allenatore più menzionato quando si parla di giovani talenti ignorati a favore dei soliti noti: utilizzi la sua rabbia contro questa narrazione per spronare i resti del Napoli a compiere un’impresa.”

In questo contesto, il “solito noto” è proprio lui, Allegri. L’allenatore scelto dal Napoli in estate, privilegiando l’esperienza rispetto a una scommessa. Ed è anche colui che oggi si trova maggiormente sotto esame. L’interpretazione di Condò risulta particolarmente interessante sotto questo aspetto: la rabbia di chi si sente giudicato prima ancora di scendere in campo può trasformarsi in una potente spinta motivazionale. Questo vale sia per Allegri sia per una squadra che, dopo la partita di Torino, ha l’obbligo di dimostrare di essere ancora un collettivo coeso.

Al Dragão, il confronto tra Allegri e Farioli non sarà deciso da un capolavoro tattico. Sarà necessaria una prestazione simile a quella che il Napoli non è riuscito a offrire allo Stadium. E per Allegri, ancora una volta, sarà fondamentale trovare soluzioni innovative con le risorse a disposizione.

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