Il clima in casa Napoli è estremamente teso. L’allenatore Massimiliano Allegri, nella giornata di ieri, ha scelto di non rivolgere la parola ai suoi calciatori. La sua indignazione deriva dalle dichiarazioni rilasciate nel post-partita, che lo hanno turbato più della prestazione in campo. I giocatori, dal canto loro, sono contrariati dalla decisione di iniziare un periodo di ritiro. Questa situazione richiama alla mente la seconda stagione di Carlo Ancelotti sulla panchina azzurra, quando si verificò un episodio di ammutinamento.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, attraverso l’analisi di Piano Taormina, la squadra si appresta a iniziare un ritiro punitivo-curativo a Pozzuoli. Questa misura è stata accolta molto negativamente dai giocatori, soprattutto dopo aver trascorso cinque giorni lontano da casa, tra Torino e Oporto, dove erano arrivati già lunedì. La decisione è stata presa dal tecnico e condivisa dal presidente Aurelio De Laurentiis, apparso furioso.
Nel pomeriggio odierno, presso il centro sportivo di Castel Volturno, Massimiliano Allegri ha riunito Giovanni Di Lorenzo e tutti i giocatori infortunati. L’obiettivo della convocazione era quello di stimolare una discussione aperta, affinché emergessero i problemi latenti. L’allenatore è apparso visibilmente scuro, indignato e arrabbiato. Sebbene abbia urlato nello spogliatoio di Oporto, ieri ha optato per il silenzio, una scelta che denota una profonda irritazione, non solo per l’esito della partita ma anche per le dichiarazioni post-gara. Da quando interruppe il suo rapporto con la Juventus, Allegri non era apparso così scosso. L’allenatore sembra voler inviare un segnale inequivocabile: se la squadra desidera un leader severo, lui è pronto ad assumere quel ruolo.