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Napoli e Allegri: società e tecnico senza strutture

L’analisi sulla possibile scelta di Massimiliano Allegri da parte del Napoli, evidenziando le presunte lacune strutturali della società e del tecnico.
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Caro Max, alla fine sembra che il tecnico toscanaccio, definito isterico, sia in procinto di arrivare, qualora nella complicata situazione milanista riuscissero a liberarlo dopo il suo esonero.

Per inquadrare la prossima stagione, a mio parere, è necessario interrogarsi sul motivo per cui una società priva di una struttura industriale decida di ingaggiare un tecnico privo di una struttura di gioco. La combinazione di due elementi mancanti può portare a un risultato positivo? Generalmente no, ma in questo frangente la questione sembra dipendere dagli uomini coinvolti.

L’uomo al timone della società, Aurelio De Laurentiis, è un imprenditore che si distingue in positivo rispetto alla media, spesso bassa, dei suoi colleghi. Questo gli ha permesso di generare bilanci solidi e di conquistare vittorie. Tuttavia, non sono mancati gli errori.

Nella stagione precedente, per accontentare le richieste popolari e trattenere il tecnico salentino, fresco di uno scudetto inaspettato e noto per la sua capacità di prosciugare le finanze delle società in cui opera, si è ritrovato coinvolto in una dispendiosa campagna acquisti che non ha prodotto i risultati sperati, specialmente in ambito europeo.

Nel frattempo, il tecnico, descritto come ossessivo e logorante, ha preparato un ambiente ideale, con una rosa ampia (circa 35 giocatori, inclusi i rientri dai prestiti), disciplina e una mentalità vincente. Tuttavia, ha scelto di non sfruttare appieno questa situazione, come sua consuetudine, lasciando un’eredità importante al suo successore.

Una dinamica simile si era verificata quando lasciò la Juventus nel 2014, sempre per questioni legate alla ristorazione. In quell’occasione, permise al furbo tecnico toscano di approfittare della situazione, conquistando 5 scudetti consecutivi e raggiungendo 2 finali di Champions League. Un plauso a questa strategia.

La scommessa per il prossimo anno consiste quindi nel valorizzare l’importante organico, già capace di vincere, i 200 milioni di euro investiti nella stagione passata e il prezioso e duro lavoro del

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