L’atterraggio a Capodichino segna l’inizio ufficiale dell’era di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Il tecnico livornese, accolto calorosamente dai tifosi, ha mantenuto un atteggiamento riservato, senza rispondere alle richieste di un saluto, preferendo dirigersi subito verso l’auto.
L’avventura del nuovo allenatore inizia in una situazione complessa. È un dato di fatto che una parte della tifoseria del Napoli nutra riserve nei confronti di Allegri, a causa di precedenti divergenze quando allenava Milan e Juventus. Tuttavia, Max sembra apprezzare le sfide e punterà a conquistare il popolo partenopeo con i risultati sul campo. Al contrario, Antonio Conte fu accolto come un messia, salvo poi lasciare il club tra le critiche per il gioco espresso, nonostante la conquista di uno scudetto e una Supercoppa italiana. Conte rimane comunque una figura storica di successo per il club.
Le prime differenze tra Max e Conte emergono nel contesto di partenza. Il Napoli arrivava dal deludente post-scudetto, una squadra in difficoltà, decima in classifica e fuori dalle competizioni europee. Conte ha potuto lavorare su una base di ricostruzione. Per Allegri, la situazione è ribaltata: dovrà migliorare i risultati ricompattando una squadra che appare stanca sia fisicamente che mentalmente, con equilibri interni da ritrovare. Allegri dovrà gestire una rosa ampia, voluta da Conte, e non potrà permettersi di richiedere acquisti di rilievo al club, dovendo adattarsi alla situazione esistente. Inoltre, l’attesa del pubblico è per un gioco spumeggiante e divertente.