L’ipotesi di una cessione di Miguel Gutierrez al Bayer Leverkusen ha generato stupore e un senso di smarrimento, più che rabbia o sorpresa positiva. Diversi aspetti di questa potenziale operazione sollevano interrogativi, sebbene si possa comprendere la logica dietro una simile decisione.
Il Bayer Leverkusen considera Gutierrez il successore ideale di Grimaldo, cercando un terzino sinistro con ottima tecnica di base, capace di agire sia da esterno che da interno, e abile nei cross. Il Napoli dovrebbe, in teoria, tutelare un profilo simile. Non si tratta solo del valore intrinseco del giocatore, che pur non essendo un fenomeno è comunque un elemento valido, ma anche di coerenza progettuale. Gutierrez è arrivato la scorsa stagione dopo un corteggiamento biennale, e cederlo dopo un solo anno appare in contraddizione con una visione a lungo termine. Qual è il senso, per il club partenopeo, di inseguire un giocatore per anni, acquistarlo e poi venderlo quasi subito, considerando la sua ancora giovane età?
Attualmente, il Napoli ha generato un tesoretto esiguo dalla vendita degli esuberi. Giocatori come Lang e De Bruyne potrebbero rimanere, mentre si fatica a trovare acquirenti per Lucca, Lukaku e Neres. Di conseguenza, i fondi per un mercato in entrata fermo al 31 luglio, nell’anno del Centenario, devono provenire da qualche parte. Gutierrez, nonostante una stagione buona ma non eccezionale, ha mercato. Se il Leverkusen dovesse offrire 30 milioni, lo spagnolo, destinato a essere titolare nel presente e nel futuro, potrebbe partire. Il Napoli si ritroverebbe con Spinazzola e Olivera, entrambi più avanti con l’età e inclini agli infortuni, sulla fascia sinistra. Questa è la realtà dei fatti.
Anche solo l’idea che il Napoli stia valutando la cessione dello spagnolo evidenzia una confusione progettuale difficilmente mascherabile. In passato, il club azzurro pianificava e investiva in giovani talenti, trasformandoli prima in risorse tecniche e poi, nel tempo, anche economiche. Ora, la dirigenza sembra impegnata a coprire le spese eccessive degli anni passati. Se acquistare può essere relativamente semplice, soprattutto quando c’è la volontà e la disponibilità economica, vendere rimane sempre un’operazione complessa nel mondo del calcio. È una realtà amara che si teme possa accompagnare il club per almeno un’estate.