Una vera e propria “bomba” estiva scuote la Coppa Italia. La Lazio, finalista del torneo nazionale soltanto pochi mesi fa, saluta la competizione già a metà agosto, dopo una prestazione incolore e priva di idee contro un Mantova organizzato, coraggioso e letale.
L’esordio di Gennaro Gattuso sulla panchina biancoceleste in un torneo ufficiale si trasforma in una doccia fredda. Sotto gli occhi dei pochi tifosi presenti, i calciatori lasciano affranti l’Olimpico, sommersi dalla delusione e dai fischi a fine gara. L’illusione iniziale dura soltanto sessanta secondi: Dele-Bashiru centra un palo clamoroso in avvio, con Dia che sulla ribattuta si fa ipnotizzare da Bardi. Sembra il preludio a una serata di dominio per la truppa capitolina, ma il Mantova di Modesto stringe le linee e guadagna campo palleggio dopo palleggio.
Nella ripresa la spinta della Lazio si spegne progressivamente e l’incredibile si concretizza nel finale. Al 75′ il gol del vantaggio: il Mantova affonda sulla sinistra, Bragantini mette un pallone perfetto al centro dell’area dove s’inserisce con i tempi giusti Ruocco, che di piatto trafigge Mandas. Al settimo di recupero, ecco il raddoppio in contropiede: con la Lazio disperatamente sbilanciata in avanti (compreso il portiere Mandas salito su calcio d’angolo), i mantovani ripartono in campo aperto. Cajazzo deposita in rete a porta completamente sguarnita la palla del definitivo e clamoroso 0-2.
L’eliminazione al primo turno rappresenta una ferita profondissima per la stagione laziale. Oltre all’assenza di pedine chiave come Romagnoli e Tavares, a preoccupare è stata la mancanza di ritmo e la fragilità mentale mostrata quando l’inerzia della gara si è ribaltata. Per il Mantova, invece, è una serata storica che garantisce il passaggio ai sedicesimi di finale contro la vincente di Palermo-Lecce. Neanche il tempo di cominciare a fare sul serio che Gennaro Gattuso già è finito sulla graticola.