Antonio Vergara si è distinto a Genova, non da protagonista assoluto ma come figura chiave che ha aperto la strada al successo della serata. Sebbene Kevin De Bruyne sia stato l’attore principale, il 23enne di Frattaminore ha giocato un ruolo cruciale, fornendo un assist di tacco per il gol del belga, una giocata definita degna del Moma del football. Successivamente, ha sigillato il risultato con una rete in contropiede, nata da un’azione in cui è stato proprio Antonio a recuperare palla. Da non dimenticare la sua importante diagonale difensiva di quaranta metri.
Questa è la sua prima estate senza dover affrontare la gavetta, con la concreta possibilità di diventare un elemento centrale. Non si parla più di Serie B o di ruoli marginali, ma della prospettiva di una convocazione in Nazionale.
Come riportato dal Corriere dello Sport, sono superati i tempi in cui l’arbitro Mariani, durante Juventus-Napoli, gli si rivolse in inglese scambiandolo per uno straniero. Ora, la sua identità è riconosciuta da tutti.
Secondo quanto scritto da Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport: “Da quando Antonio ha segnato la prima volta con il Napoli al Maradona, al Chelsea in Champions con tanto di spettacolare ruleta in mezzo all’area, non ha mai più smesso di essere decisivo: nelle ultime dieci partite è entrato in 8 delle 17 reti della squadra con 4 gol, 3 assist e un rigore procurato”.
Durante tutta l’estate, Allegri lo ha impiegato come mezzala. Tuttavia, a Genova, è stato schierato nel ruolo di esterno destro d’attacco, una posizione simile a quella ricoperta con la Reggiana.
Il Corsport sottolinea come “Vergara è un centrocampista offensivo moderno, duttile e in costante evoluzione”.
La Gazzetta dello Sport, con il contributo di Antonio Giordano, evidenzia: “Vergara si diventa, prendendo a spallate ogni forma di timidezza, sistemando quella (tenera) faccia da scugnizzo in ogni angolo del campo, facendo un po’ come a Marassi, uno-due di tacco per De Bruyne e contropiede sempre con Kdb (e finta di Lorenzo Lucca), per chiuderla. Però prima, tra le pieghe d’una evoluzione, c’è il senso autentico del sacrificio tra la Pro Vercelli in C (34 partite e 3 gol) e la Reggina in B (39 partite e 6 reti), la scalinata da scalare per accedere alle porte del Paradiso, ch’è Napoli