La recente sconfitta casalinga contro il Como ha innescato analisi approfondite che riguardano sia Massimiliano Allegri sia il presidente Aurelio De Laurentiis. Al centro della discussione, secondo quanto riportato da Antonio Corbo su Repubblica Napoli, vi sono le critiche al gioco di Allegri e, soprattutto, la presunta inazione della società partenopea sul fronte del calciomercato.
Corbo evidenzia come sia stato inutile insistere sulla necessità di trovare un’alternativa a Frank Anguissa, un ruolo che Antonio Vergara non avrebbe potuto ricoprire adeguatamente. Anche Allegri viene chiamato in causa, con l’autore che sottolinea come l’allenatore avesse inizialmente espresso gradimento per la rosa a disposizione, auspicando che tale posizione potesse stimolare un ripensamento da parte della dirigenza.
L’uscita di scena inaspettata ha sorpreso molti, considerando che subire un gol in quel modo, con Allegri in panchina, è apparso insolito. Corbo, sulla testata napoletana, prosegue affermando che per ripartire dal basso servono giocatori con piedi educati, una qualità che mancherebbe sia ad Alex Meret che a Rafa Marin. Viene sollevato il dubbio su chi possa essere l’acquisto ideale per sostituire Alessandro Buongiorno e quando quest’ultimo tornerà a disposizione. La responsabilità di segnalare queste carenze, secondo Corbo, sarebbe dovuta ricadere primariamente su Giovanni Manna, il cui recente ingaggio rappresenta il miglior contratto firmato dalla società. Si ipotizza che Aurelio De Laurentiis, invece, si sia concentrato su obiettivi irrealizzabili, trasformando la gestione del club in una forma di riscossione, tra i finanziamenti per il Centenario e la buona campagna abbonamenti.
Corbo sottolinea come durante il periodo estivo le discussioni si siano concentrate su temi diversi dal calcio giocato. Si è parlato della costruzione di stadi futuristici, della vendita di divise sportive, dell’urgenza di centri giovanili moderni senza una collocazione definita, dell’abolizione degli striscioni e delle tensioni con le istituzioni politiche. Tutto questo, tranne la necessità di ringiovanire la squadra per aumentare la capacità realizzativa e migliorare la fase difensiva.