La prestazione di De Bruyne contro l’Arsenal, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, rappresenta la nota più positiva di una serata altrimenti deludente. Schierato per la prima volta da titolare in questa stagione e rimasto in campo per l’intera durata dell’incontro, il centrocampista belga si è posizionato al centro della manovra e delle speranze del Napoli, gestendo i ritmi e cercando di orchestrare il gioco secondo le proprie capacità contro un avversario che nutriva particolare timore nei suoi confronti.
L’Arsenal non è un avversario qualunque per il giocatore. Le statistiche confermano questa particolarità: la squadra londinese è quella che KDB ha affrontato più volte nella sua carriera, per ben 23 occasioni, e quella contro cui ha realizzato il maggior numero di reti, ben otto gol. Un dominio quasi personale, confermato anche dai dati più recenti.
Alla luce di questi precedenti, il lungo sospiro di sollievo dei giocatori dell’Arsenal al triplice fischio finale trova una spiegazione logica: in questa circostanza, per la prima volta da un po’ di tempo, KDB non è riuscito a incidere sul punteggio.
Allegri aveva pianificato la sua strategia proprio in questa direzione: De Bruyne come elemento chiave per le ripartenze e lo sviluppo del gioco. Nel corso della prima frazione, fino all’inserimento di Favasuli, il modulo era un 4-2-3-1 con il belga nel ruolo di rifinitore alle spalle di Hojlund, supportato da Lobotka e Gilmour. Il giocatore ha gestito numerosi palloni, mostrando una grande intesa con Rasmus, lo stesso compagno a cui l’anno precedente aveva fornito un doppio assist contro lo Sporting. Il ritmo del gioco è apparso nettamente differente con lui in campo fin dall’inizio. Per il fuoriclasse belga, giunto in ritiro solamente all’inizio di agosto dopo aver partecipato al Mondiale e fin lì sempre subentrato in campionato (con l’unica eccezione a Genova, dove ha realizzato un gol e un assist per Vergara), questa è stata la seconda partita disputata al Maradona in Champions League e la numero 83 in una competizione, vinta con il City nel 2023, di cui è ormai un veterano.
Nella seconda parte della gara, sono emersi anche il suo spirito di sacrificio, il lavoro senza palla, i duelli vinti e le rincorse, sebbene non siano mancati alcuni errori e la comprensibile fatica. L’acuto decisivo, tuttavia, non è arrivato: De Bruyne ci ha provato fino all’ultimo, con un passaggio pericoloso per Neres che è stato intercettato dai Gunners e con un assist teso in area dove però non c’era nessun compagno (avrebbe potuto anche tentare la conclusione, forse: rimpianti diffusi al Maradona). La sconfitta, però, non offusca la sua prestazione. Il messaggio è chiaro: De Bruyne è rientrato e, schierato da trequartista, rappresenta un’opzione in più per Allegri. E per il Napoli