Il Napoli sta attraversando un avvio di stagione al di sotto delle aspettative, con tre sconfitte nelle prime quattro giornate. L’unica vittoria, ottenuta all’esordio contro il Genoa, non può soddisfare una squadra che l’anno precedente ha conquistato il secondo posto in Serie A e mira a traguardi ambiziosi in Champions League.
Il problema principale di questo Napoli risiede nella mancata sostituzione all’altezza di Khvicha Kvaratskhelia, considerato un potenziale Pallone d’Oro per il 2026. Dal gennaio 2025, data della sua partenza, non sono arrivati calciatori in grado di avvicinarsi alle sue qualità tecniche per l’undici azzurro. Nonostante i tentativi di ingaggiare giocatori come Sancho o l’argentino Garnacho, la società ha optato per soluzioni temporanee come Okafor, Lang e Neres.
Storicamente, il Napoli si è distinto per le sue eccellenti intuizioni di mercato, da Lavezzi e Hamsik a Cavani, passando per Elmas, Fabian Ruiz, Victor Osimhen e lo stesso Kvaratskhelia. Tuttavia, negli ultimi anni si osserva una certa stagnazione nelle operazioni in entrata. Sono mancati talenti esplosivi, a favore di giocatori già affermati ma spesso acquistati a prezzi elevati, come dimostrano i 33 milioni spesi per Beukema e i 35 milioni per Lucca.
A complicare ulteriormente il quadro, Maurizio Micheli, figura chiave nel mercato degli ultimi anni, ha lasciato il club per approdare all’Arsenal. La sua partenza rappresenta una perdita significativa per il settore scouting del Napoli, che negli ultimi tempi sembra soffrire di una carenza di programmazione, visione e strategia.