Dark Mode Light Mode

Ricevi il meglio delle notizie sul Napoli

Iscrivendoti confermi di aver preso visione della nostra Privacy Policy e Cookie Policy
Follow Us

Ricevi il meglio delle notizie sul Napoli

Iscrivendoti confermi di aver preso visione della nostra Privacy Policy e Cookie Policy

Bari, udienza liquidazione giudiziale rinviata al 1° ottobre

Rinviata al 1° ottobre l’udienza fissata presso il Tribunale di Bari sulla richiesta di liquidazione giudiziale del club. La Procura necessita di ulteriore tempo per analizzare la documentazione difensiva.
Bari, udienza liquidazione giudiziale rinviata al 1° ottobre Bari, udienza liquidazione giudiziale rinviata al 1° ottobre

Un nuovo capitolo si aggiunge all’indagine che coinvolge il Bari: l’udienza relativa alla richiesta di liquidazione giudiziale del club, attualmente sotto il controllo della famiglia De Laurentiis e retrocesso in Serie C nella stagione appena conclusa, è stata posticipata al prossimo 1° ottobre. La decisione è stata presa dal Tribunale, sezione fallimentare, che ha accolto la richiesta di un rinvio di tre settimane per permettere alla Procura di esaminare più a fondo la documentazione presentata dalla difesa.

Parallelamente al procedimento fallimentare, i nomi di Luigi e Aurelio De Laurentiis figurano tra gli indagati della Procura di Bari. Le ipotesi di reato contestate sono bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali, quest’ultima legata al bilancio 2024 della società. È fondamentale ricordare che, in questa fase, vige la presunzione d’innocenza, trattandosi di ipotesi e non di condanne. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, guidati dal procuratore capo Roberto Rossi con il supporto degli aggiunti Ciro Angelillis e Stefano Milto De Nozza, sarebbero emerse perdite di natura sistemica per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025. A ciò si aggiungerebbero un deficit patrimoniale e una significativa esposizione debitoria.

Un punto cruciale sotto esame riguarda la gestione contabile del club, con un focus particolare sulla cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, avvenuta nell’estate del 2023. L’accusa sostiene che la valutazione di circa 2,2 milioni per il trasferimento del giocatore tra le due società, entrambe riconducibili alla proprietà De Laurentiis, non rispecchierebbe il valore effettivo del cartellino. Il portiere è stato successivamente rivenduto per una cifra considerevolmente più alta, intorno agli 8 milioni, una plusvalenza che, secondo gli inquirenti, il Bari non avrebbe beneficiato. La cessione di Caprile rappresenta, come già evidenziato all’avvio dell’indagine, uno dei fulcri del fascicolo.

Il fronte rappresentato dalla proprietà De Laurentiis respinge fermamente le accuse. La società ha presentato una memoria difensiva in cui contesta la base stessa della richiesta di liquidazione, ovvero lo stato di insolvenza, ritenendolo inesistente. La proprietà si è dichiarata inoltre pronta a intervenire con un’operazione di ricapitalizzazione, ribadendo la propria solidità finanziaria. Riguardo alla vicenda Caprile, i De Laurentiis si sono definiti “esterrefatti”, affermando che il valore del portiere fu determinato tramite una perizia giurata. L’udienza del 1° ottobre sarà quindi un momento decisivo, in cui il Tribunale dovrà ponderare sia gli elementi che supportano la richiesta di liquidazione, sia gli interventi finanziari attuati nel frattempo dalla proprietà.

Commenta l'articolo Commenta l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News precedente
Olivera: "Capisco la delusione, ma con il Bologna è una finale"

Olivera: "Capisco la delusione, ma con il Bologna è una finale"