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Hojlund, il dilemma tattico: brilla in Nazionale, fatica nel Napoli di Allegri

Le difficoltà di Rasmus Hojlund nel Napoli di Allegri sono un nodo tattico. I dati evidenziano una netta differenza rispetto alle prestazioni con la Danimarca, con pochi tocchi in area avversaria.
Hojlund, il dilemma tattico: brilla in Nazionale, fatica nel Napoli di Allegri Hojlund, il dilemma tattico: brilla in Nazionale, fatica nel Napoli di Allegri

Il rendimento di Rasmus Hojlund continua a dividere la piazza azzurra. La netta differenza tra le prestazioni offerte con la maglia della propria Nazionale e le difficoltà incontrate in questo avvio di campionato con il Napoli è diventata uno dei temi caldi del dibattito sportivo.

A fare chiarezza sulle dinamiche che stanno condizionando le prestazioni dell’attaccante è intervenuto Pasquale Tina, che ai microfoni di Radio Marte ha analizzato nel dettaglio i numeri e i principi di gioco della squadra di Massimiliano Allegri. Secondo il cronista, per comprendere il momento del classe 2003 occorre osservare la mole di gioco prodotta negli ultimi metri e il tipo di rifornimenti garantiti dalla squadra al proprio numero nove. “Perché Hojlund fa meglio con la Danimarca che nel Napoli? Se Hojlund con la Fiorentina tocca 2 palloni in area di rigore, è normale che riscontri una certa difficoltà ad andare in rete”.

I dati statistici confermano una drastica riduzione della presenza del danese all’interno dei sedici metri avversari. Se nella scorsa stagione l’attaccante si era distinto come un vero e proprio “animale d’area”, collezionando 16 gol complessivi (“di cui ben 15 realizzati all’interno dell’area piccola”), l’avvio di questo è stato ben diverso.

Nelle prime cinque giornate di Serie A, Hojlund ha collezionato “appena 15 tocchi totali in area di rigore: pochissimi“. Una media decisamente insufficiente per un centravanti con le sue caratteristiche fisiche e d’inserimento.

L’inviato di Radio Marte ha poi voluto sgomberare il campo da uno dei luoghi comuni più diffusi attorno all’assetto tattico della gestione Allegri, precisando come la disposizione numerica in campo sia secondaria rispetto all’atteggiamento collettivo: “Problema tattico? Di principi, semmai. Non c’entra il modulo. Allegri vuole passare alla difesa a te, ma non basta: va migliorata la manovra offensiva nel suo insieme, serve una squadra che attacchi più l’area e dia maggior supporto alla prima punta a prescindere da come si schieri in campo. Il baricentro deve salire”.

La diagnosi finale indica dunque la strada per il salto di qualità: per ritrovare il miglior Hojlund non serve uno stravolgimento dei moduli, bensì una manovra d’attacco più fluida, capace di accompagnare l’azione con più uomini e garantire palloni giocabili nell’area piccola, là dove il danese sa fare la differenza.

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