Cesare discute un pareggio del Napoli che, a suo dire, la squadra avrebbe dovuto e potuto vincere contro una Fiorentina ritrovata ma non irresistibile. Il Napoli avrebbe avuto paura di imporsi e, sfruttando il pareggio tra Roma ed Inter, avrebbe dovuto accorciare le distanze dalle prime posizioni, per poi recuperare giocatori durante la sosta. La difesa, pur con un buon Rafa Marin, non mostra ancora la compattezza delle squadre di Allegri.
Guido attribuisce il pareggio a due colpi di testa goffi di Lobo e De Bruyne, oltre a palle perse in uscita che hanno offerto opportunità agli avversari. A centrocampo, Gilmour è stato ottimo finché ha retto, mentre De Bruyne è apparso imbarazzante, lento e distante dal gioco. Si sottolinea come i grandi campioni sul viale del tramonto possano diventare un problema per le squadre, creando malumore negli spogliatoi. Viene sollevato il dubbio su chi spiegherà ad Vergara il motivo per cui resta in panchina.
Cesare trova poco comprensibile che Allegri abbia tenuto De Bruyne in campo per 90 minuti, suggerendo che non potesse reggere l’intera partita anche in una buona giornata. L’allenatore avrebbe dovuto far entrare Vergara per cercare la vittoria, ma il giocatore, fresco di convocazione in nazionale, non ha trovato spazio in un attacco che non segna. Si prospetta un anno difficile per Vergara con Allegri, soprattutto considerando che, quando ha giocato, è stato impiegato fuori ruolo: mezzala difensiva a San Siro contro l’Inter o largo a sinistra contro il Bologna.
Guido premette che nessuno considera Vergara un fuoriclasse come Baggio, Totti o Del Piero, ma riconosce che ha