La nota negativa della vittoriosa serata in Turchia per i tifosi del Napoli legati alla Nazionale è certamente il mancato esordio di Antonio Vergara. Dopo essere rimasto in tribuna contro il Belgio, il numero 26 dei partenopei è stato richiamato due volte per entrare in campo, ma l’allenatore Mancini ha poi cambiato idea, facendolo tornare in panchina. Sarebbe stato un momento significativo esordire nel finale di una partita ormai quasi vinta. Ci auguriamo, per lui, che questo debutto sia solo rimandato, considerando che mancano ancora due incontri prima della fine della sosta.
Al di là della volontà di non creare allarmismi, il mancato impiego di Vergara in queste due occasioni, indipendentemente dal contesto delle gare, può portare a delle riflessioni. Attualmente, il giovane sta vivendo una gestione molto complessa sia con il Napoli che con la Nazionale: in sostanza, due tecnici che, pur riconoscendone le qualità, sembrano incerti su quale sia il suo ruolo ideale in campo. Ci poniamo quindi una domanda, con molta cautela: potrebbe essere lo stesso Vergara a creare questo dubbio tattico?
Il pericolo principale per il ragazzo, a nostro avviso, è quello di essere etichettato come un jolly versatile, capace di agire in più posizioni ma che, alla fine, non trova una collocazione fissa. Va anche considerato che, sia nell’Italia che nel Napoli, la sua posizione non rientra pienamente negli schemi tattici attuali. Vergara rischia di trasformarsi in un vero e proprio equivoco tattico. È una situazione da monitorare attentamente, con l’obiettivo di invertire la rotta al più presto. Anche tecnici come Allegri e Mancini hanno il compito di valorizzare un asset importante a loro disposizione. A Vergara, invece, l’augurio di affinare ulteriormente la sua già notevole intelligenza tattica, per poter rappresentare una soluzione e non un problema in ogni ruolo che sarà chiamato a ricoprire.