Il presidente del Napoli, De Laurentiis, intervenendo a Roma a un incontro del TEHA Club, ha espresso la sua visione su come migliorare il sistema calcistico italiano, prendendo spunto dai modelli sportivi americani. Di fronte a circa quaranta imprenditori e top manager, il patron azzurro ha discusso di “Cinema e calcio: la fine del monopolio dell’attenzione”, focalizzandosi poi sul futuro del gioco.
De Laurentiis ha paragonato le leghe professionistiche statunitensi come NBA, NFL e MLB a “macchine commerciali enormi”, capaci di valorizzare il prodotto, la distribuzione, gli sponsor e i mercati internazionali, mettendo in risalto i propri campioni. “Sono al servizio delle squadre. Creano valore. E tutto questo dove va a finire? Nei ricavi delle società e nel valore delle franchigie”, ha affermato il presidente, aggiungendo: “Io voglio una Lega che mi aiuti a far valere di più il Napoli. E per riuscirci deve far valere di più tutto il campionato”.
Pur riconoscendo le differenze storiche e culturali, De Laurentiis ha sottolineato l’importanza di apprendere la mentalità americana: “Abbiamo una storia diversa, competizioni diverse, un rapporto con il territorio che in Europa è unico. Ma dobbiamo imparare dalla loro mentalità”.
Una delle proposte più discusse riguarda la durata della partita e le interruzioni. “Dobbiamo avere il coraggio di discutere il ‘prodotto calcio’ sotto ogni punto di vista”, ha insistito De Laurentiis, mettendo in dubbio la sacralità di regole centenarie. Ha sollevato la questione dell’intervallo: “Quindici minuti. Ma perché non possiamo discutere se accorciarlo, o perfino eliminarlo?”.
Il presidente ha spiegato che l’interruzione prolungata allontana i più giovani, che durante i quindici minuti di pausa possono distrarsi con smartphone o videogiochi, perdendo interesse per il secondo tempo. “I gol se li guarda dopo, negli highlights”, ha commentato. Per questo, è fondamentale rendere la partita “più continua, più spettacolare, capace di tenerlo davanti allo schermo”. De Laurentiis ha evidenziato la velocità del mondo digitale con piattaforme come YouTube e TikTok, che non aspettano il calcio, e ha avvertito che “non possiamo pensare che il calcio sia immortale soltanto perché è stato importantissimo per cento anni”.
Infine, De Laurentiis ha proposto che le squadre diventino anche “media company”. Ha spiegato che il legame con i tifosi, soprattutto i più giovani, non può limitarsi ai novanta minuti di gioco. “Ogni giorno abbiamo storie. Abbiamo calciatori che arrivano da Paesi diversi. Abbiamo allenamenti, viaggi, vittorie, sconfitte. Abbiamo Napoli, una città che ha continuamente qualcosa da raccontare”, ha concluso.