Il Napoli, reduce dalla vittoria per 3-0 contro il Frosinone e in procinto di affrontare il Villarreal in Champions League, ha compiuto un significativo cambiamento, non solo tattico ma soprattutto mentale. Secondo il Corriere dello Sport, la squadra ha ritrovato un vero leader sul campo in Kevin De Bruyne e una figura di riferimento in panchina in Massimiliano Allegri.
Il quotidiano evidenzia come, al di là del nuovo sistema di gioco e dell’occupazione dello spazio sul terreno di gioco, sia stata la mentalità a subire la trasformazione più profonda. Questo rinnovamento ha portato alla riemersione di un leader in campo e di una figura su cui poter contare dalla panchina.
La novità tattica introdotta da Allegri, ovvero la difesa a tre, ha sorpreso gli osservatori. Il modulo 3-4-2-1 evoca il passato recente e glorioso del tecnico, richiamando la capacità della squadra di adattarsi a diverse configurazioni tattiche in base alle necessità.
La partita contro il Frosinone ha richiesto una prestazione di grande solidità, con la squadra che necessitava di un cambio di atteggiamento e di una vittoria. Il risultato finale ha visto il Napoli segnare tre gol, mantenere la porta inviolata e mostrare un gioco convincente, impreziosito dalle prestazioni di De Bruyne.
Il centrocampista belga viene descritto come un principe del calcio e un leader naturale, artefice della rivoluzione tattica partenopea. Soprannominato “Kevin Masaniello”, il giocatore è stato un vero fuoriclasse. Ha ispirato la manovra, condividendo la regia con Stanislav Lobotka, e ha messo a segno due reti.
L’aspetto più rilevante della sua prestazione, tuttavia, è stato il suo impegno a tutto campo. De Bruyne ha corso e recuperato palloni con l’intensità di un mediano per tutti i 90 minuti. Ha guidato la squadra con la sua visione di gioco e, al contempo, ha dimostrato una notevole capacità di recupero palla, risultando il primo giocatore per possessi guadagnati con 9, due in più rispetto a Badiashile e Giovanni Di Lorenzo