Escludendo la parentesi con Gennaro Gattuso, il cui epilogo è noto, Stanislav Lobotka si conferma una pedina insostituibile per il terzo allenatore consecutivo. Luciano Spalletti aveva basato il suo gioco sul metronomo slovacco, mentre Antonio Conte lo schierava titolare anche in condizioni fisiche non ottimali, preferendolo a potenziali alternative come Billy Gilmour. Ora, Massimiliano Allegri vede in Lobotka il fulcro del suo nuovo progetto tattico, che sembra orientarsi verso un versatile modulo 4-3-3. Nonostante le voci di un possibile addio, sia in patria sia verso le sirene della Juventus, club del suo ex mentore Spalletti, il tecnico livornese punta sul 30enne centrocampista.
Allegri vuole Lobotka al centro del suo Napoli
L’importanza di Stanislav Lobotka, vero e proprio metronomo capace di dettare i tempi di gioco, è emersa chiaramente durante le recenti competizioni mondiali. Si è notata una carenza di registi davanti alla difesa capaci di orchestrare la manovra. L’esempio del Brasile, dove Brahim Diaz agiva indisturbato senza un vero schermo difensivo a protezione o senza l’obbligo di inseguire l’avversario, evidenzia i limiti di un gioco spesso dominato dalla fisicità e dalla corsa, a scapito della qualità del passaggio e della capacità di effettuare cambi di gioco precisi. Le nazioni favorite come Francia, Spagna, Inghilterra e Germania si affidano a centrocampisti di altissimo livello.
Anche a Napoli, Lobotka non è stato esente da critiche, soprattutto in un ambiente mediatico che non risparmia giudizi affrettati. Le obiezioni più frequenti riguardavano la sua presunta mancanza di verticalizzazioni, l’assenza di lanci lunghi e la tendenza a giocare solo in appoggio, oltre alla sua scarsa vena realizzativa. Tuttavia, durante la difficile stagione appena trascorsa, Antonio Conte gli ha affidato le chiavi del centrocampo, schierandolo in un inedito modulo a quattro uomini, dimostrando la sua fiducia nel giocatore slovacco. Allegri è consapevole del valore di Lobotka e, al momento, lo considera il perno del suo Napoli, identificato con il numero 68.